Una fiaccolata per Mauro Pretto

Aveva deciso di non fare compromessi con il mondo Mauro Pretto.

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E a un certo punto della sua vita aveva deciso di ritirarsi da un mondo che non amava. Ed era salito fra i castagni antichi del bosco di Gazzo, un luogo ancora selvaggio fra i  Colli Berici di Zovencedo, Basso Vicentino.

Qui, da ambientalista e animalista, faceva un po’ il boscaiolo e un po’ il giardiniere. Ma soprattutto aveva cura di quel bosco. E delle creature che lo abitano.

Aveva 47 anni Mauro Pretto quando, nella notte fra il 12 e il 13 maggio scorso, proprio davanti alla porta di casa è stato ucciso con un colpo di fucile arrivato in pieno petto.

Sono passati 4 mesi, ma nulla si sa sui responsabile di questa morte.

L’unica cosa certa è l’arma del delitto: un fucile da caccia a canna liscia con pallettoni usati per uccidere caprioli, cinghiali e nutrie. Per quello che si sa non risulta nessun iscritto nella lista degli indagati e i carabinieri del nucleo investigativo di Vicenza tengono il massimo riserbo sulle indagini.

La pista dei bracconieri e dei cacciatori sembra essere quella più battuta, vista l’arma del delitto, ma si sa quanto sia difficile identificare l’arma dato che i fucili a canna liscia non lasciano traccia sulla pallottola.

Per chiedere alla magistratura di dare un nome e un corpo a chi ha ucciso Mauro, questa sera alle 20,30 a Vicenza, Porta Castello, i familiari, i suoi amici e non solo quelli, saranno protagonisti di una lunga fiaccolata con torce elettriche (per sicurezza non sono ammesse quelle a fiaccola libera)

“Vogliamo che la Magistratura individui il responsabile”, spiega Renzo Rizzi, portavoce del Coordinamento protezionista veneto.

E aggiunge: “Questo assassino ancora oggi circola libero tra noi e potrebbe colpire ancora. Siamo da sempre contrari alla violenza ed alla cultura delle armi e da sempre ci opponiamo alle norme della Regione Veneto che hanno concesso a migliaia di persone di girare armate con armi che sparano a chilometri di distanza, anche in aree protette, in qualunque periodo dell’anno e addirittura di notte. Per Igor il russo è stato mobilitato l’Esercito che ha battuto intere campagne delle province dell’Emila-Romagna mentre per il caso dell’omicidio di Zovencedo pare essere calato da subito il silenzio senza mobilitazione sul campo di uomini e mezzi, perciò con la fiaccolata speriamo ritorni da parte di tutti, nessuno escluso, l’attenzione su questo efferato omicidio.”

Punto di ritrovo del corteo, alle 20, la stazione di Vicenza.   

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