Una mostra: i nostri amici animali

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Non ci sono leoni e neppure zebre. Non appaiono giaguari né tigri maestose. Nessun animale lontano che abita il nostro immaginario di giovani esploratori popola questa particolare mostra.

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A inseguire il nostro sguardo sono piuttosto il nibbio bruno e il biancone, la salamandra e il nocciolino, l’aquila reale e la nutria spiati nei luoghi più selvaggi del Friuli occidentale.

E se pensate che tutti questi pennuti, pelosi, insetti vi guardino da immagini fotografiche, vi sbagliate di grosso.

Dalle sale del museo di storia naturale di Pordenone – che fino al 30 aprile ospita la mostra I nostri amici animali– vi guardano disegni e colori che compongono un’affascinante enciclopedia di emozioni e natura.

L’autore di questa mostra (e del libro che l’accompagna edito dalla Biblioteca dell’Immagine) è un infermiere malato di natura. Con la voglia di convincerci che anche attorno a noi c’è una gran bellezza, potente e perfino esotica.

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Per Mauro Caldana tutto è iniziato negli anni Ottanta con un nido di albanella trovato in un campo di orzo. Un nido da mettere in salvo dalle trebbiatrici, una creatura da conoscere e una strada che si apriva. Quella dell’incessante ricerca nella natura del proprio mondo, del Friuli.

In cammino Caldana andava e va ancora con il taccuino in mano. Su cui traccia emozioni di parole e di segno. Registra presenze e incontri inattesi.

E che meraviglia è il pordenonese a saperlo percorrere con gli occhi aperti. Caldana l’ha girato per lungo e per largo: dalle montagne rivestite di boschi alle cime rocciose e assolate, dai Magredi, aride praterie della pianura, alle risorgive del Vinchiaruzzo, dagli alvei sassosi del Cellina al cammino maestoso del Tagliamento.

La mostra, il libro e il suo autore non si stancano di scovare meraviglie. Soprattutto quelle meno appariscenti.

Dimenticano le primule e si innamorano dell’euforbia. Quasi ignorano il capriolo e si stupiscono di fronte alla cinciarella, al frosone che banchetta sul ciliegio, alla lepre che ti fissa quasi senza timore e poi in un balzo scompare nel bosco, al nido di occhione, alla vita segreta di un gufo reale.

Questa mostra è un viaggio in una geografia domestica colma di bellezza ignorata in cui la vita selvatica mai si ferma, mai riposa, mai mette in dubbio il passato e il futuro. Testimonianza vivente di un mondo che è abitato non solo da animali umani a due zampe.

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