Gira in tondo la mia Emma alla ricerca del significato della fine

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E’ così difficile accompagnare una creatura verso la fine dei suoi giorni.

EmmaBerlinoE’ troppo doloroso intuirne la sofferenza. Atroce assistere al degrado del suo corpo.

Vedere che non si regge in piedi. Che abbassare la testa per bere le fa perdere tutte e quattro le gambe. Che vaga senza meta per la casa e il giardino in un equilibrio sempre più instabile.

Gira in tondo la mia Emma alla ricerca del significato di tutto ciò. Poi finalmente si accascia nella sua cuccia e dorme sfinita per qualche ora. Poi ricomincia. Giorno e notte.

E’ terribile scoprire che non ti vede più, non ti sente più, poco poco sente il tuo odore.

emmina_16ago2013

Ti devi convincere che devi unire il suono della tua voce e la tua presenza in movimento per farti seguire. Per aiutarla a uscire e camminare quel poco ogni giorno che le permette di rinviare la fine. Di fare cacca e pipì, senza farsela addosso.

E’ faticoso sorreggere la ciotola della pappa, metterglia sotto il naso perché ne avverta il profumo. Tenerla alta perché altrimenti qualcosa nella testa preme e la fa cadere.

Anche in questo momento Emma, la mia boxer di 12 anni, sta vagando ansiosa per il giardino. Alla ricerca della fine.

Anche mio papà cercava ansioso la fine dei suoi giorni, dal letto di ospedale quando il cuore lentamente rallentava.

Ma aveva ancora la forza di dirlo, di stringermi la mano, di chiedermi di aiutarlo, di dirmi che aveva vissuto una vita lunga e felice. Che ora era arrivata la fine. E lui era pronto ad abbracciare la  morte.

Non avrei dovuto piangere: “E’ la vita. E’ la morte. E oggi sarebbe una bellissima giornata per chiudere gli occhi per sempre”.

Ma Emma, no. Ha un’altra consapevolezza della fine che sta arrivando. Nessuna mediazione mentale. Solo uno scambio emotivo che spesso non sono pronta a decifrare.

Emma_sdraioHa cominciato a stare male sabato notte, Emma, 11 agosto. Ha aspettato che rientrassi da una settimana di ferie per avere la prima crisi epilettica.

Fra alti e bassi sono arrivata a ferragosto e non ce l’ho più fatta. L’ho caricata in macchina e siamo andate alla clinica veterinaria per capirci qualcosa di più. Ma ancora non barcollava né cadeva Emma. Era solo strana e aveva avuto quella crisi epilettica.

Ho fatto tutti gli esami, del sangue e delle urine. Valori quasi perfetti ad eccezione di un’infezione ai reni. La veterinaria Martina ci ha congedato con una ricetta di antibiotici. E un’altra di pipette di Valium che sarebbero servite in caso di altre crisi epilettiche.

E così è stato. Ho imparato a infilargliele nel sedere anche se lo sfintere durante le crisi è chiuso ermeticamente. Il tremore si placa entro pochi minuti. Restano il respiro ansioso e l’occhio terrorizzato.

Il giorno dopo ferragosto è passato quasi sereno. Ma a sera un nuovo peggioramento. Più cadute, più assenza di sguardo vigile, più sonno, più rigidità, più ansietà.

Oggi è venuto Andrea Bertoli, il miglior veterinario del mondo (di cavalli….ma sa di tutto).

La diagnosi è stata chiara: Emma si sta spegnendo e come un vecchietto di grande forza interiore, resiste resiste resiste. Forse ha fatto un piccolo ictus.Forse ha una massa al cervello che preme.

L’area dei reni è più fredda. L’energia vitale se ne sta andando. Tutto il corpo è bloccato.

Andrea per un’ora le ha fatto un intervento osteopatico. Per alleggerire le pressioni. Per farle sentire meno dolore. Per sbloccare qual poco di flusso energetico che ancora corre nelle sue vene.

Alla fine, Emma si è addormentata serena. Ha dormito quattro ore con un respiro tranquillo ed equilibrato.

Domani chiamerò il suo veterinario. Una cosa è certa, e me l’ha insegnata il veterinario triestino Stefano Cattinelli che con Andrea mi ha aiutato nella lunga malattia di Margherita: non ci sarà alcuna puntura risolutrice.

Nessun anticipo di morte se riuscirò a controllare le sofferenze di Emma come sto facendo. Con rimedi omeopatici e con il Valium.

La fine arriverà e ci troverà insieme. Amiche fino in fondo.

Poi io resterò con Vittorio, che ci guarda stupito. E lei raggiungerà la sua mamma Kora.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. nikita_04 ha detto:

    Emma come il mio Niki. Che non sente, non vede, ma riesce sempre a trovarmi. Anche perché io gli sono – e sarò – sempre vicina. Abbiamo condiviso questi ultimi 13 anni. Aveva forse un paio d’anni quando l’ho trovato, in giro, spaurito, magro, affamato. In un settembre post-vacanziero nel quale i suoi precedenti “amici” ritornavano “tranquilli” a casa dopo le ferie. Chissà quanto aveva camminato su quelle zampette che oggi lo reggono appena. Mentre scrivo queste poche parole, i ricordi si affollano. Niki dorme, russa. Mi conforta sentirlo qui. Sì, stiamo ancora insieme. Amici fino in fondo.

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