Una boxer di nome Vanda

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Eccomi allora. Di nuovo alle prese con un cucciolo. Anzi, una cucciola. L’ottava boxer entrata nella mia vita.

Emma e Kora
Emma e Kora

Dopo il fulvo Socchi, mio compagno quando gattonavo ancora, la fulva Peggy, implacabile cacciatrice di gatti, Gaspare il tigrato, arrivato da Amburgo a 6 mesi con tanti complessi e mancanza d’affetto, Socchi 2 ovvero l’irrefrenabile voglia di buttarsi dagli scogli e nuotare in mare, Kora o dell’imperturbabile depressione canina, Emma la piccola nata in casa e amata come una bimba, Vittorio il bambinone che non cresce mai con mille inquietudini e un attaccamento quasi insostenibile alla sottoscritta.

La numero 8 si chiama Vanda. In questo momento ha quasi 5 mesi (li compirà il 16 gennaio), un’energia che faccio fatica a sostenere, ancora qualche cacca notturna in casa, un buon umore perenne che contagia ogni peloso di casa, un’attrazione non maligna verso le gatte, un amore senza confini per zio Vittorio.

Vanda e il povero Vittorio
Vanda e il povero Vittorio

Non è facile allevare un cucciolo. Quando ci sono mille altre cose da fare…tipo lavorare.

Deve mangiare ancora tre volte al giorno, uscire regolarmente per imparare a essere pulita, ubbidire, andare a guinzaglio, correre per muscolatura e scheletro, essere educata con i suoi simili e stare attenta ai sedici zoccoli delle tre cavalle a dell’asina.

A volte penso che bisogna proprio essere in sintonia con gli animali per accettare con loro compromessi di vario tipo e discussioni.

Il riposo della guerriera
Il riposo della guerriera

Come succede sempre, l’equilibrio peloso che c’era in casa mia, è stato travolto dall’arrivo di un nuovo componente della famiglia.

Non sono solo io che devo rivedere alcune abitudini (per esempio, visto che è inverno e fuori fa freddino, quando torno tardi ho bisogno di una dog-sitter per Vanda), ma anche Vittorio (che spesso vorrebbe dormire tranquillo senza un essere che gli divori le orecchie e lo attenti alla giugulare), Kiki che è più incuriosita che impaurita. Perfino Olga è sopraffatta (e rincorsa) dalla nuova inquietante e mai ferma presenza.

La mia famiglia antispecista, in cui l’animale-umano è in netta minoranza, si sta riassettando. Non senza fatiche (per tutti).

Ma lei, Vanda, nella sua cucciolosità empatica, è assolutamente ignara di tutto ciò. E prende possesso, giorno dopo giorno, di spazi, cuori e anime.

 

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