Becco di Rame, una favola d’amore al Festival vegetariano di Gorizia

il

C’era una volta una bella e grossa oca di razza Tolosa che si chiamava Ottorino. Scodinzolando come un cane Ottorino vive nella fattoria di Alfredo e Gisella, sulle colline toscane.

becco-di-rame

Ha la fortuna di essere molto amata dalla coppia e quindi mai finirà nel piatto. Vive nel pollaio. Starnazza e gioca, mangia di gusto e cresce diventando a un anno un animale da 8 chili di peso.

Arriva il 2012 e in una fredda notte di febbraio una volpe piomba sul pollaio. Ottorino, come tutte le oche, è animale coraggioso, solidale, forte e non ci pensa un attimo a lanciarsi sulla volpe per difendere i suoi amici.

Li salverà tutti. Ma a costo del suo becco. Nella battaglia, infatti, la volpe gli azzanna e toglie il becco.

Ottorino non riesce più a mangiare. Alfredo e Gisella provano in tutti i modi a imboccarla, ma nulla da fare. Così decidono di portarlo Figline Valdarno.

becco-di-rame e Briganti

Sanno che in quel paese c’è un veterinario un po’ pazzo e molto appassionato che, raccontano le cronache, ha già ha salvato sei lupi dell’Appennino, un gatto che si era addormentato nella lavatrice ed era stato lavato a 90 gradi, che ha tolto un dente a un elefante del circo e perfino aiutato un bisonte a partorire.

Chi altri meglio di lui avrebbe potuto aiutare Ottorino?

Alfredo e Gisella arrivano con l’oca ferita e sperano. Briganti ha qualche perplessità all’inizio. Con quelle lesioni non si poteva fare nulla in termini chirurgici. L’unica strada era la protesi.

becco di rame

Ma mai nel mondo un’oca ne aveva portata una. Briganti ci prova. Prende una lastra di rame e la modella. Bisogna fare attenzione perché il becco dell’oca ha anche i fori che le permettono di respirare. La protesi deve essere perfetta.

Ottorino viene addormentato. Briganti sistema la protesi e attende il risveglio.

E che risveglio! Ottorino sembra non farci caso a quel becco nuovo. Cerca subito di bucare la scatola dove era stato sistemato. La sera ricomincia a mangiare, di gusto. Nei giorni successivi, ripreso e in forze, si innamora, convola a nozze e diventa papà.

E’ in questo momento che Ottorino diventa Becco di rame.

copertina

Un’oca unica al mondo. Che  è protagonista di una bella favola a lieto fine, è la testimonial di una Fondazione con l’obiettivo di aiutare tutto il mondo sportivo dei giovani atleti appartenenti al mondo dei protesici-disabili.

E si propone come mascotte delle Paralimpiadi del 2016 a Rio.

“Salvare Becco di Rame”, racconta Briganti, “ è l’esempio di ciò che può accadere ad ognuno di noi nella vita di tutti i giorni e dei nostri piccoli salvataggi e delle nostre opere buone. Becco di Rame insegna che anche le cose difficili sono possibili, basta volerlo. Insegna a tutti coloro che hanno difficoltà e che soffrono che si possono ottenere grandi risultati con massimo impegno e voglia di fare”.

Alberto Briganti e la sua favola saranno protagonisti domenica alle 15 al Festival vegetariano in corso da oggi a Gorizia .

Un commento Aggiungi il tuo

  1. gattamarilena ha detto:

    Ma questa è davvero una super favola, e che esempio per tutti. Evviva per il dott: Briganti, per Ottorino e per gli splendidi umani che non hanno pensato di sopprimere Ottorino ma l’hanno curato e hanno vinto!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...