Angela e Camilla, anche i maiali hanno un’anima e dei giudici che li proteggono

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E’ davvero una bella notizia quella del salvataggio di due maiali, quattro conigli e un ovinocaprino in quel di Varese. Tutti animali sequestrati al proprietario basandosi sull’accusa di inidonee condizioni di detenzione.

Una buona notizia per due ragioni. La prima è che le maialone Angela e Camilla sono finite nel miglior posto del mondo: il bosco del branco selvaggio di un mio amico.

Marco e le nuove arrivate

Marco Scapin, alis lupo Gandalf, che vive in una valle nascosta delle dolomiti, in provincia di Belluno. Da Marco vivranno il resto dei loro giorno nel modo migliore.

La seconda è che, forse per la prima volta, questi 7 animali da reddito (non domestici e quindi “diversi” per la legislazione italiana) sono stati trattati come creature senzienti. Creature da proteggere.  Non solo con il sequestro. Ma anche dopo.

Non sono stati messi all’asta come le quattro cavalle di Vigonza (di loro ne riparleremo ma trovate notizie di Lucy nella nostra pagina Facebook). Non sono stati equiparati a “beni mobili”. Alla stregua di qualsiasi oggetto senza vita.

Angela e Camilla

No. Per questi sette animali la Procura della Repubblica di Varese ha applicato un altro orientamento.

Lo spiega bene il SITA (servizio interprovinciale per la tutela degli animali)che ha seguito fin dall’inizio questa vicenda e che oggi porta a casa un provvedimento che, speriamo, possa far scuola e soprattutto costituire un precedente.

Cosi come disposto disposto dalla legge contro i maltrattamenti (artt. 19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie del Codice Penale) e dalla Convenzione Europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia (ratificata dallo Stato Italiano con Legge n.201 del 2010), nel caso di Varese si è riusciti a riproporre la “gestione etica” degli animali sequestrati.

Ovvero la volontà di sottrarre l’animale oggetto di maltrattamento d ogni ulteriore forma di sfruttamento (allevamento con finalità di lucro, macellazione etc), per risarcirlo, senza eccezioni di specie, della crudeltà e della sofferenza ingiustamente patita.

Angela

E tutelare al contempo la salute pubblica dai rischi posti in essere dall’eventuale consumo di alimenti derivanti dalla macellazione di esemplari maltrattati o detenuti in condizioni inidonee.

Le nostre leggi, infatti, tutelano tutti gli animali (vita, benessere, libertà etc) distinguendoli in due categorie: quelli non detenibili (i cosiddetti domestici) e quelli detenibili a cui appartengono gli animali da reddito/allevamento.

In questo caso l’allevamento, con tutte le costrizioni che ne conseguono, e l’uccisione ai fini della macellazione costituiscono una deroga, cioè una eccezione, alla loro tutela, in quanto il bene che si intende tutelare: il sostentamento umano, è ritenuto un bene superiore.

Secondo il SITA “anche se pochi sono ancora oggi coloro i quali hanno colto tale sottigliezza, proprio perché allevamento e macellazione non sono la norma, bensì una particolare eccezione concessa a condizione che sia rispettate determinate condizioni, ad esempio il rispetto delle norme relative al benessere animale negli allevamenti (Dlgs n. 146/01), nel momento in cui queste vengono violate l’eccezione, o deroga che dir si voglia, non è più lecita.

Da qui, il nuovo orientamento giuridico proposto dal SITA e accolto dalla Procura di Varese anche in considerazione dell’accresciuta sensibilità delle persone nei confronti degli animali TUTTI.

Non bisognerà più stupirsi nel vedere suini, bovini, ovicaprini, pollame etc venir poi affidati, a seguito di un sequestro penale con cui li si è sottratti ad una condizione inidonea e cagionatrice di sofferenza, a privati cittadini che, avendone la possibilità di detenerli, abbiano deciso di tenerli per compagnia e diletto in accordo con l’art. 1 della succitata convenzione Europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia, il quale asserisce testualmente che ”Per animale da compagnia si intende ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto dall’uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico, per suo diletto e compagnia”. I veterinari delle ASL se ne facciano perciò una ragione!“.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. gattamarilena ha detto:

    Evviva finalmente “c’è un giudice a Berlino”. Buona vita a Angela e Camilla e grazie al Lupo Gandalf.

    "Mi piace"

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