Il Times, le mucche e il coraggio di informare

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Nel mondo ci sono circa 225 milioni di mucche da latte, che producono circa 500 milioni di tonnellate di latte l’anno. Solo in Italia nel 2005 oltre un milione e 800 mila mucche hanno prodotto 10,5 milioni di tonnellate di latte.

Per la produzione di tali quantità di latte una mucca, allevata secondo i criteri dell’allevamento intensivo (cioè quasi sempre rinchiusa e spesso legata) è normalmente costretta a partorire un vitello l’anno. Ciò comporta per questi animali una coincidenza tra allattamento e gravidanza durante la maggior parte dell’anno.

mucche

Le mucche da latte, infatti, allattano e sono incinte contemporaneamente per circa sette mesi. La lattazione si interrompe solo due mesi prima della nascita del vitello, ma dopo tre mesi dalla nascita del piccolo la mucca è nuovamente
incinta, attraverso l’inseminazione artificiale, e così il ciclo gravidanza-allattamento ricomincia.

Questo sovrasfruttamento fa sì che spesso le mucche abbiano circa 2-4 vitelli prima di cominciare ad accusare problemi di salute cronici, o sterilità, diventando “mucche da riforma” ed essere mandate al macello. E diventare carne.

Come è lontana l’immagine delle mucche che la pubblicità di racconta ogni giorno. Di mucche felici nei pascoli ce ne sono ben poche.

Le più fortunate sono quelle che ogni estate vanno su in malga. Qualche anno fa un malgaro dell’altipiano di Asiago mi raccontava che le mucche d’alpeggio vivono anche 12,13 anni. Producono meno latte, ma di migliore qualità. Spesso hanno gambe sane e a ogni settembre scendono a valle camminando.

Non solo quelle di allevamento intensivo non vedono mai la luce del giorno. Il mio vicino ogni anno o due compra un paio di vitellone per poi farci bistecche. Le chiamano per nome e le accarezzano. Ma non le fanno mai uscire. E sono sempre legate alla mangiatoia. L’unica cosa che possono fare, ognu tanto, è distendersi. Ma il sole e l’erba non sanno cosa siano.

C’è molta disinformazione sui metodi e le torture che mettiamo in atto per cibarci. L’informazione vera gira sempre sugli stessi giornali e sugli stessi blog.

Per questo, ben venga la decisione del Times di parlarne. Di far vedere a tutti la povera vita di queste creature.

Dio salvi la Regina.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. paulinawar ha detto:

    Spero tanto ci sia sempre più informazione, perchè molte persone non pensano a queste cose, per molti non ci sarà nessuna pietà, per altri forse un cambiamento interiore. Io vorrei tanto che tutte queste povere creature, non solo mucche, ma tutti gli animali, sfruttati, torturti, uccisi dagli uomini, nell’aldilà possano vivere in un mondo migliore, è l’unica mia speranza per cercare di uscire da tutto questo orrore. Io amo gli animali da quando sono nata, mi ricordo che già da bambina piangevo se vedevo qualche violenza contro di loro, ho sempre avuto a cuore le sorti dell’Amazzonia, piangevo quando vedevo tagliare gli alberi e ancora oggi se potessi, dedicherei la mia vita interamente agli animali e alla natura, nel mio piccolo ci provo ma non quanto vorrei.
    Forse l’amore per le creature che vivono su questa terra è innato, forse l’ho ereditato… non lo so, sicuramente questa sensibilità mi porta a soffrire molto ma non vorrei cambiare per nessuna cosa al mondo.
    W gli animali per sempre, vorrei che ci fossero creature più forti degli uomini che facessero quello che noi facciamo a agli animali, vado contro la mia specie, non importa, sarebbe un riscatto pazzesco.

    "Mi piace"

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