Mirco e Furio, un po’ lupi un po’ cani

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Sono gli ultimi giorni di febbraio e gli operatori del Centro Tutela Fauna Monte Adone, sull’appennino bolognese, vengono  contattati da un cittadino perché un lupo era in difficoltà nelle acque di un canale nel comune di Marzabotto.

L’animale viene salvato grazie all’intervento tempestivo e insostituibile dei Vigili del Fuoco, ma è stremato e ha una vecchia e profonda ferita al muso.

Mirco

E’ così che Mirco, come viene chiamato, arriva al Centro Monte Adone, nella struttura Just Freedom realizzata nell’ambito del Progetto Lupo Monte Adone, grazie alla donazione dell’azienda Almo Nature e realizzata proprio per avere uno spazio adeguato alla riabilitazione dei lupi trovati feriti o in difficoltà.

L’aspetto del lupo, un maschio adulto molto scuro e con particolari focature, colpisce gli operatori del Centro che contattano i tecnici del Wolf Apennine Center, attualmente impegnati nel progetto Life M.I.R.CO – lupo (“Strategies to minimize the impact of free ranging dogs on wolf conservation in Italy”) un progetto europeo che mira a ridurre l’impatto del randagismo canino sulla conservazione del lupo occupandosi in particolare degli ibridi.

Un progetto che, per i prossimi 5 anni, si impegnerà nella riduzione del numero di ibridi presenti sul territorio attraverso la loro sterilizzazione, garantendo comunque i normali meccanismi ormonali degli esemplari operati e il loro rapido ritorno in natura.

Mirco

I tecnici vedono Mirco e non hanno dubbi: è un  lupo ibrido introgresso ovvero il suo patrimonio genetico è “inquinato” da una parentela lontana con il cane domestico.

L’ibridazione tra lupo e cane porta alla nascita di esemplari ibridi che a loro volta si incrociano in natura con altri lupi. Nascono così animali che vengono definiti dalla scienza lupi “introgressi”, cioè imparentati, in genere da parte di padre, con il cane domestico e questa anomalia genetica può riflettersi nelle colorazioni del mantello, non più tipiche del lupo.

Mirco

Al Centro Monte Adone, Mirco riceve le cure e le terapie necessarie e non appena possibile viene  sterilizzato grazie a un breve intervento di vasectomia.

Attualmente gli esemplari di lupo ibridi e ibridi introgressi rinvenuti o catturati sul territorio nazionale sono oggetto di due soluzioni gestionali: da un lato vengono tenuti in cattività in strutture autorizzate oppure vengono sterilizzati e rilasciati in natura, come previsto dal Progetto Life M.I.R.CO – lupo, unico al momento in Italia ad optare per questa scelta garantendo così il ritorno a vita libera degli animali.

Lo scorso marzo  Mirco torna in libertà ma viene dotato di un radiocollare GPS applicato dai tecnici del WAC: il monitoraggio permetterà di approfondire le conoscenze sull’ibridazione e sulla biologia di questi esemplari.

Da qualche giorno un altro lupo ibrido gira l’Appennino con il radiocollare: Furio.

Furio è un cucciolotto di circa un anno e in questi giorni, dopo aver esplorato la provincia di Parma, sta cercando un territorio nell’Appennino reggiano.

Willy Reggioni responsabile del progetto e del gruppo Wolf Apennine Center spiega che “stiamo realizzando  azioni per indagare l’effettiva incidenza dell’ibridazione e azioni per sperimentare soluzioni per contrastarla, considerata uno dei più subdoli e pericolosi fattori di minaccia per il lupo. Con attività di cattura, accerteremo la purezza degli esemplari, sterilizzandoli nel caso risultino ibridi”.

Il monitoraggio approfondirà aspetti dell’ecologia degli ibridi, sui quali circolano leggende e pregiudizi  come una presunta maggiore pericolosità verso l’uomo, ancora tutta da dimostrare”.

A fine aprile sono state catturate anche due femmine dello stesso branco di Furio e Mirco, Lubiana e Bandia. Dotate di GPS, sono state liberate subito dopo, non mostrando segni di ibridazione.

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