Australia, caccia a 2 milioni di gatti selvatici

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Mentre in Italia il gatto selvatico è una presenza ignota ai più (alcune popolazioni vivono nel Friuli Venezia Giulia, in Liguria, in Appennino, recentemente qualche segno della loro pèresenza è stato rilevato sulle dolomiti bellunesi), l’Australia ha annunciato che entro il 2020 saranno sterminati ben due milioni di questi felini. Sui 30 milioni che abitano l’intero continente.

gatto selvatico

Secondo uno studio scientifico, infatti, questi animali rappresenterebbero una minaccia per alcune specie autoctone di volatili. I felini verranno uccisi con esche avvelenate e il ministero ha addirittura messo a disposizione una App per smartphone, “FeralCatScan”, per segnalare le colonie e rendere così più facile lo sterminio.

La notizia ha fatto il giro del mondo. In difesa dei gatti selvatici si è schierata Brigitte Bardot e su Change c’è una petizione che chiede all’Australia di desistere da questo piano.

Il Paese ha messo a budget quasi 7 milioni di dollari australiani per sterminare in gattone. Nel frattempo sta istituendo 10 aree “feral cat free”.

Il problema è che l’Australia detiene, anche e soprattutto a causa della perdita di habitat, uno dei peggiori record di estinzioni di tutto il mondo. E oggi scarica questo grande problema sul gatto selvatico.

Perché, dicono gli ambientalisti, non sono certo solo i gatti selvatici sono la causa di queste estinzioni, ma anche e soprattutto l’alterazione degli habitat e l’espansione del settore agricolo che stanno minacciando quasi 1.800 specie .

Secondo alcune associazioni di animalisti i fondi per il progetto di contenzione  potrebbero essere riconvertiti in un piano capillare di sterilizzazione, l’unica pratica che possa davvero assicurare la contenzione dei felini, poiché impedirebbe loro la riproduzione. Un po’ come si fa con i gatti domestici.

La vicina Nuova Zelanda non è da meno e ha dichiarato guerra a ermellini e opossum.

Qui sotto un gatto selvatico ripreso da una video trappola sui Monti Sibillini.

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