Art / History: protagonisti Ugola e Toni

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Ugola e Toni Romeo sono arrivati alla grande dimora che l’ultimo doge di Venezia,  Ludovico Giovanni Manin, volle come residenza di campagna.

Siamo a Villa Manin nel cuore della pianura friulana, a Passariano, in provincia di Udine. Là dove i magredi sassosi si incontrano con i terreni argillosi dando vita alla più estesa area di acque di risorgiva d’Europa.

Toni e Ugola a Villa Manin

Una presenza strana quella di Ugola e Toni. Perché la prima è un’allegra manzetta e il secondo un triste asinello. Se Ugola segue ovunque le persone, studia gli studenti, gioca e perfino galoppa, per la prima volta nella sua vita libera in un prato,  il piccolo Toni invece è molto timido. E’ magro magro, con il pelo brutto e le unghie lunghe.

Nei prossimi giorni maniscalco e veterinaria verranno a trovarlo per rimetterlo in sesto anche se il lavoro più grande sarà da fare sul suo animo: ha molta paura di noi animali-umani e chissà come è stata la sua vita prima di ieri.

Ugola a Villa Manin

Il grande spazio del regale parco di Villa Manin dedicato a loro è diviso in due, in modo che possano prima conoscersi. Ugola non fa mistero della sua curiosità nei confronti di quello strano essere dalle lunghe orecchie. Toni invece è più riservato.

S0no stati entrambi salvati dal macello Ugola e Toni.

A portarli fin qui è stata Tiziana Pers. Un’artista e un’animalista. Sia Ugola che Toni fanno parte di un progetto d’avanguardia che coniuga arte e animalità e che per tutta questa settimana occupa pacificamente il parco di Villa Manin.

Toni Romeo con Tiziana Pers

“ART / HISTORY è una parte fondamentale della mia ricerca, ed anche della mia vita” spiega Tiziana Pers.

Consiste nello scambiare un dipinto con un essere senziente che era destinato alla macellazione: cavalli, asini, conigli, agnelli, galline, capre, a seconda del progetto.

E’ un gesto concreto che permette di porre in salvo una vita mediante l’arte, senza l’uso del denaro, e costituisce una domanda aperta sul fatto di attribuire valore economico ad una vita, e ad un’opera d’arte. Al contempo si interroga se effettivamente un’opera abbia il potere di salvare la vita, nella realtà oltre alla rappresentazione.

Ugola nel Parco

In questo caso Ugola, la protagonista dell’edizione RAVE 2016.

Il caso di Ugola è piuttosto significativo nel mio percorso, perché per la prima volta è un allevatore a proporre lo scambio: Ugola è una giovane manza nata con un enfisema.

Con tale tara l’allevatore non poteva ingravidarla per produrre latte, poiché vista la sua condizione il rischio di morire dando alla luce il vitellino era molto alto. In questo caso per lei l’unica destinazione prevista era il mattatoio.

Ma l’allevatore conosceva il mio progetto, e mi ha chiesto di realizzare un dipinto in cambio della mucca”.

Toni e Ugola

Assieme a Ugola e Toni a Villa Manin in questi giorni c’è anche l’artista e architetto argentino Tomàs Saraceno,  ospite di questa edizione del RAVE East Village Artist Residency, appuntamento di arte contemporanea del Friuli Venezia Giulia arrivato alla sua quinta edizione.

Saraceno è uno dei più rappresentativi artisti del panorama internazionale, presente nei maggiori musei del mondo e noto soprattutto per i temi affrontati dalla sua opera e la processualità della sua ricerca: la volontà di superare le barriere geografiche, comportamentali e sociali, l’utilizzo della tecnologia per la ricerca di modalità sostenibili per l’uomo e per il pianeta, il superamento dei confini tra le discipline, il modello collaborativo di ricerca e di produzione applicato a tutti i campi del sapere.

Tomas Saraceno

La sua pratica artistica si sforza infatti di concepire un futuro alternativo per l’umanità anche attraverso la creazione di strutture visionarie imbevute di scienza ingegneristica e lirismo utopico.

Saraceno è stato invitato a ragionare sui temi affrontati da RAVE, dalla prospettiva biocentrica al rapporto uomo-animale, e da Waiting Posthuman_ “L’idea di un’umanità” spiega Tiziana, “non più chiusa entro dei confini convenzionali ma aperta, ibridata con natura, animali e tecnica”.

L’edizione di quest’anno del Rave vede la collaborazione con il Politecnico di Milano (progetto Milano Animal City) e la Technische Universität di Berlino (progetto BioBerlin) che saranno protagonisti del workshop ANIMAL SPACES: riflessione a più voci su un’etica urbana non antropocentrica.

 

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