Il canto del Lemure

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Un anno fa, l’unica stazione di ricerca italiana in Madagascar festeggiava l’istituzione della Foresta pluviale degli Alberi dragoni ad area protetta, offrendo una speranza di salvezza alle 13 specie di lemuri presenti nei 1.600 ettari.

Oggi Parco Natura Viva di Bussolengo e Università di Torino, protagonisti di quel successo grazie ad un decennio di attività sul campo, avanzano uno studio che non ha precedenti, già pubblicato sulla rivista scientifica “Frontiers in human neuroscience e portato all’attenzione dell’Italia lo scorso ottobre durante il VII Convegno della ricerca scientifica nei parchi.

“Nel mirino del nostro studio c’è l’Indri, il più grande di tutti i Lemuri e l’unico in grado di cantare, cioè di emettere una serie di note di tipo armonico che si ripetono con uno schema ben preciso”, spiega Cristina Giacoma, direttore del dipartimento di Scienze della vita e biologia dei sistemi dell’Università di Torino.

Gravemente minacciato di estinzione, per l’Indri è fallito ogni tentativo di essere allevato in ambiente controllato, affievolendo le speranze di preservarne il patrimonio genetico: per tentare di salvare questo Lemure dall’estinzione, il team capitanato da Giacoma ha cominciato a studiarne le canzoni per conoscerne il comportamento e le necessità.

“E’ un animale in grado di emettere dei canti udibili a 4 chilometri – sottolinea Cristina Giacoma – con una struttura grammaticale complessa ed esatta, che restituisce moltissime informazioni sulla diversità della sua organizzazione sociale”.

Programma di analisi del suono alla mano, i ricercatori hanno iniziato a decodificare ogni canto, descrivendone la struttura delle frasi e isolandone ogni nota.

“Siamo rimasti stupiti dalla diversità di note che gli Indri organizzano in vere e proprie strutture di comunicazione, alla quali partecipano tutti gli individui e che servono non solo a regolare i rapporti tra gruppi, ma anche a compiere dei veri e propri duetti tra coppie, generalmente monogame”.

Esiste infatti una reciprocità ben determinata soprattutto tra maschio e femmina dominante, che si sovrappongono in canti molto profondi. “L’obiettivo al quale continueremo a lavorare, è verificare la possibilità che le nuove coppie si scelgano in base al canto, ancora prima di incontrarsi fisicamente”.

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