Il gioco degli scimpanzé

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Una vecchia maglia e qualche fiocco di neve sporadico sono bastati a Davidino per invitare al gioco tutto il gruppo sociale di scimpanzé, che con 13 individui al Parco Natura Viva di Bussolengo è il più popoloso d’Italia.

Lui, maschio dominante ormai adulto, generalmente serio e dall’atteggiamento autoritario, invece che ripararsi dal freddo o costruire un giaciglio caldo, ha utilizzato gli stracci che lo staff aveva messo a disposizione per coprirsi gli occhi e far dispetti ai compagni.

Un invito al gioco accolto soprattutto dalle femmine con un po’ di scetticismo, considerati i modi un po’ bruschi che Davidino è abituato ad utilizzare.

In questo video sembra proprio che Davidino sia tornato improvvisamente bambino e come un bambino si mette a giocare e a infastidire i compagni.

Guardandolo mi è tornata alla mente una ricerca condotta qualche anno fa dall’università di Pisa e dal Cnr sul gioco di bambini e scimpanzè.

Separati da millenni di evoluzione, ma uniti dal gioco. I baby-scimpanzé e i bambini umani, infatti, giocano in modo molto simile. Elisabetta Palagi e Giada Cordoni, del Museo di Storia naturale e del territorio dell’Università di Pisa ne sono convinte.

Le ricercatrici hanno osservato i piccoli di scimpanzé in grandi parchi europei che ospitano numerose colonie, raccogliendo dati su quindici soggetti, sia piccoli che giovani.

“L’analisi ha riguardato in particolare i parametri relativi al gioco sociale” spiegano le ricercatrici, “cioè quello effettuato da due o più animali. I risultati ottenuti hanno dimostrato che, nello scimpanzé come nell’uomo, esistono variazioni apprezzabili durante il passaggio dalla fase infantile a quella giovanile. In particolare, la ricerca ha evidenziato che il gioco solitario e il gioco sociale seguono due traiettorie differenti: mentre il primo mostra un picco di frequenza durante l’infanzia, il secondo mantiene livelli pressoché costanti in tutta la fase immatura”.

Proprio quel che succede a Davidino e magari anche ai nostri figli che consideravamo ormai degli uomini fatti.

“Il gioco è un elemento fondamentale per il benessere di una colonia di primati e seppur divertente a vedersi, è anche oggetto dei nostri studi etologici”, spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva.

“È insolito vedere che sia proprio il maschio dominante a iniziare a giocare e a cercare così un contatto da parte delle femmine. Coprirsi gli occhi con lo straccio e correre “al buio” è un comportamento che normalmente fanno i giovani o i piccoli tra di loro, non il maschio dominante”.

Ma Davidino non è ancora così saggio e talvolta sembra tornare un po’ indietro nel tempo, lasciandosi andare a comportamenti che manifestava prima di ricoprire il “primo” ruolo della colonia”.

Dopo le iniziali reazioni di sorpresa, tutti si sono lasciati andare secondo il proprio temperamento e il proprio ruolo, complice l’eccezionalità di qualche fiocco di neve.

Ai più piccoli in particolare, viene data la possibilità di manifestare comportamenti non tollerabili negli adulti come poter effettuare dei piccoli “furti”: “Madax, la piccola del gruppo che ancora tutti proteggono – conclude Spiezio – si spinge persino a sfilare lo straccetto dalla testa di Valentina, scimpanzè che oggi ha un ruolo importante nel gruppo”.

Gli scimpanzé appartengono ad una specie africana a rischio di estinzione a causa del bracconaggio, della deforestazione e del commercio illegale. Mary, una delle femmine della colonia ospitata al Parco Natura Viva arrivò negli anni ’90, proprio in seguito ad una confisca da parte dell’allora Corpo Forestale dello Stato.

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