Cani alla catena:l’Emilia Romagna la vieta…a metà

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E’ fatta. Fra aspettative mancate, malumori degli animalisti, soddisfazioni degli amministratori. Comunque la pensiate l’Emilia Romagna ha votato una legge che è un successo a metà.

catenaLa legge, che entrerà in vigore fra 6 mesi e che vieta la detenzione di cani alla catena (con numerose deroghe peraltro), è piuttosto diversa (in peggio) da quella uscita dalla Commissione consiliare e alla quale avevano partecipato anche le associazioni.

Il testo originario prevedeva il divieto di tenere cani alla catena, ma in quello varato dal Consiglio il divieto viene piuttosto vanificato dall’inserimento di deroghe ampie, indeterminate e generiche. Non verificabili nemmeno dalle Guardie Zoofile.

Vedremo che succederà. Soprattutto se ci saranno controlli adeguati. I cani alla catena sono davvero troppi.

Una cattiva notizia è quella che è stato bocciato un emendamento che avrebbe escluso maialini, asini e vitelli come premio nelle lotterie e alle sagre di paese. Ne sa qualcosa Claudio (che nel frattempo ha trovato casa: sarà adottato a Ferrara).

Ancora una nota negativa: la definizione animali “da compagnia” è stata sostituita con animali “d’affezione”. Il risultato immediato è quello di promuovere le specie esotiche e selvatiche, ad “animali d’affezione” e a favorire il loro commercio e diffusione.

Stiamo parlando di iguane, draghi barbuti,serpenti, pappagalli…..Animali che sempre più spesso vengono abbandonati.

Di positivo c’è che sono state cancellate, grazie alle pressioni della Lav e delle altre associazioni animaliste, le pericolose parti sulla caccia ai colombi, inserite dalla giunta, e sull’apertura di negozi o allevamenti di animali senza la qualifica di preparazione sugli animali stessi prevista dalla legge regionale 5 del 2005.

cane-catena

La legge poi sdogana la pet therapy come terapia riconosciuta nelle strutture ospedaliere. Questo significa che forse, almeno in Emilia, potrebbe non essere più un optional.

E, cosa ancor più importante, permette l’accesso degli animali per le visite nelle strutture ospedaliere. In entrambi i casi bisogna ora attendere il regolamento.

Deluso Davide Battistini, l’attivista animalista che aveva intrapreso un lungo sciopero della fame affinché venisse imposto il divieto. Intervistato da GeaPress, Battistini ha spiegato che la legge avrebbe dovuto semplicemente riportare l’incompatibilità, senza se e senza ma, della catena come metodo di detenzione.

Battistini continuerà la sua battaglia. Per ora senza sciopero della fame.

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