La nostra (nuova) vita con l’orso

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Orso_brunoIl 2012 è stato un anno importante per l’orso bruno, in particolare in Lombardia dove si sono registrate ben 5 presenze e anche se non vi è ancora una popolazione stabile di orso, questa potenzialmente potrebbe stabilirsi su un orizzonte di lungo periodo.

Il punto della situazione lo hanno fatto gli esperti che qualche giorno fa hanno risposto alle domande del pubblico in un incontro organizzato fra gli altri dal Wwf a Milano.

Dopo un’assenza di quasi 150 anni, i primi orsi in Lombardia sono ricomparsi con il progetto di ripopolamento trentino (a partire quindi dal 1999).

E’ negli ultimi 5 anni che la presenza della specie in regione è però diventata costante. Si tratta di giovani maschi in dispersione che percorrono lunghe distanze in breve tempo e solitamente tornano nel luogo dove sono nati.

Cinque diversi esemplari di orso hanno calpestato il suolo lombardo nel 2012 e, sebbene si tratti sempre di una presenza rara, questo numero è comunque significativo.

Già nelle scorse settimane, alla fine del letargo, è stata verificata la presenza di orso in Lombardia, prima in provincia di Sondrio e poi in provincia di Lecco.

Orso brunoIl monitoraggio su base genetica permette di avere un’idea molto attendibile su quanti e quali orsi frequentino le nostre zone in tempi abbastanza celeri e uno specifico sistema di mappatura delle osservazioni degli indici di presenza della specie “Georso”, permette di avere un quadro d’insieme.

Questa situazione porterà sicuramente all’arrivo di altri giovani orsi in Lombardia, dal momento che la popolazione trentina di provenienza è in salute e in crescita, attestandosi oggi intorno ai 45-48 individui, numero che rappresenta un grande successo delle politiche di conservazione.

La sporadica presenza di esemplari di orso sul territorio lombardo ha dato modo di avviare un percorso di conoscenza di una specie di cui si era persa traccia nella memoria delle popolazioni residenti nei territori storicamente interessati dalla presenza dell’orso.

E’ importante che il percorso di conoscenza avviato sia condiviso tra le varie istituzioni, associazioni ed i mezzi d’informazione in modo da veicolare il più possibile informazioni corrette ed utili ad una coesistenza con la specie che sta tornando sul territorio.

Se da un lato i dati riportano che non vi sono stati casi di aggressione da orso nelle zone di presenza della specie da più di 100 anni e che le specie statisticamente pericolose sono ben altre, dall’altro l’orso è una presenza che porta a vivaci dibattiti, stimola grandi entusiasmi e feroci critiche.

I danni rappresentano importi minimi, sia in assoluto sia se confrontati con i danni provocati da altre specie. E in Lombardia sono completamente rimborsati, grazie ad un’assicurazione specifica. Gli orsi particolarmente dannosi sono molto rari.

In Lombardia nel 2012 sono stati pagati danni per poco più di 10.000 euro per pecore e capre predate o arnie danneggiate (come termine di riferimento si consideri che la presenza del cinghiale provoca danni all’agricoltura lombarda per diverse centinaia di migliaia di euro).

Oltre al rimborso dei danni, il progetto Life Arctos fornisce gratuitamente recinzioni elettrificate a pastori e apicoltori per proteggere greggi e arnie, permettendo una diminuzione significativa dei danni.

Sono stati installati una cinquantina di recinzioni nelle province di Brescia, Bergamo e Sondrio.Altre sperimentazioni di attività zootecniche compatibili con la presenza di grandi carnivori inizieranno quest’anno.

La collaborazione tra le varie istituzioni ha consentito anche di definire un sistema di comunicazione che, con l’aiuto del sistema di mappatura “Georso”, consente di verificare celermente i segni di presenza del plantigrado.

Le verifiche vengono fatte dal personale appositamente formato che viene allertato dalla sala operativa CFS di Curno cui giungono le segnalazioni attraverso il numero 1515 che tutti i cittadini sono invitati a comporre nel caso di segnalazioni della presenza dell’orso.

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