4 ottobre, in marcia per gli elefanti

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Il ricordo della piccola Shukuro lo commuove ancora. Aveva solo tre giorni di vita ed era caduta nel fondo del pozzo di un gasdotto. I componenti del suo branco non erano riusciti a salvarla e avevano proseguito per la loro strada. Ma un pastore aveva sentito le urla e il suo disperato pianto di cucciolo ferito e terrorizzato.

untitledShukuro viene tirata fuori dal pozzo, stabilizzata, confortata e imbarcata su un piccolo aereo. Due ore di volo e arriva al David Sheldrick Wildlife Trust. Oggi fa parte della famiglia e si prepara a tornare in libertà. Nella savana. Perché Shukuro – il suo nome in swahili, vuol dire “aggraziata” – è un elefante. E il David Sheldrick Wildlife Trust è il luogo dove in Kenia, dal 1997, trovano rifugio gli elefanti che rimangono orfani.

Perché cadono in un pozzo di gasdotto come è successo a Shukuro oppure perché i genitori vengono uccisi dai bracconieri per le loro zanne d’avorio.

Era il 2009 quando Shukuro arriva a Nairobi. In quei giorni è in visita al centro Aldo Giovannella, un veterinario romano di 45 anni che da tempo vive e lavora a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso. E’ in Africa per vedere da vicino proprio gli elefanti per i quali ha un’attrazione speciale.

Giovannella_elefante1

“Fu amore a prima vista”, racconta. Quando torna in Italia, Giovannella non si dà pace. Deve fare qualcosa per tutti quegli orfanelli.

Deve fare qualcosa per questi ragazzoni con proboscide che gli si strofinano ripetutamente sul viso e che devono rimanere al centro fino a 9,10 anni e, solo dopo una reintroduzione a piccoli passi, vengono lasciati liberi nel loro mondo. Un gigante buono e intelligente che  vive mediamente 70-75 anni in branchi spesso numerosi; maschi sono lunghi circa 6,5 metri e alti 3,5 metri con un peso che oscilla tra i 3800 e i 5000 kg; le femmine sono più piccole e arrivano a 3,5 tonnellate di peso.

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Deve fare qualcosa Giovannella.  Perché in questi ultimi anni il bracconaggio degli elefanti ha raggiunto livelli record in Africa. Il traffico internazionale di avorio ha toccato nel 2011 il tasso più elevato mai registrato prima, con tre dei quattro più importanti sequestri di avorio registrati dal 2009, altro anno critico, e con più del doppio di avorio sequestrato negli otto anni precedenti, per un totale di circa 26,4 tonnellate.

Il veterinario torna a casa e in pochi mesi fonda il Progetto Pengo Life per sostenere le attività dello Sheldrick Wildlife Trust di Nairobi.

logoPengo“Un progetto per la vita”, spiega, “la vita dei grandi diversi, che si svolge in un continente diverso dal nostro come l’Africa, insieme a persone diverse. In Italia, grazie ai volontari e ai sostenitori, raccogliamo medicamenti e presidi sanitari, inviamo fondi per il centro per la realizzazione di progetti, ci impegniamo nell’ educazione, informazione e sensibilizzazione sul territorio italiano. È possibile contribuire alle attività di salvaguardia di questi animali adottando a distanza un cucciolo, con una quota minima di circa 35 euro all’anno”.

Dai suoi orfani, il veterinario Aldo ci va ogni anno. Ma fra qualche mese sarà il cuore dell’Africa a venire in Italia nellaMarcia internazionale per gli elefanti che Giovannella sta organizzando per il 4 ottobre a Roma e che si replicherà lo stesso giorno in altre 12 città nel mondo fra cui Londra, New York, Pretoria, San Francisco. Una marcia dolente per i questi orfani dell’avorio.

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