Anima-li benedetti

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Benedici450Laudato sie, mì Signore cum tucte le Tue creature…. Manca poco a quella notte del 1226, fra il 3 e il 4 ottobre. Francesco ha 44 anni, è cieco, piagato e ormai in viaggio verso l’altra vita. E canta la natura e tutti i suoi abitanti. Anima-li.

In Francesco,l’amore per la natura, una costante dopo la sua conversione, è comunque sempre mediato dalla presenza di Dio.  Ma è un amore sincero. Che comprende gli animali.

E’ nel suo nome che in molte città italiane, oggi 4 ottobre, gli animali vengono benedetti. A Venezia, la mia città, succederà alle 16.30, nel sagrato della chiesa dei Tolentini. Ovunque sarà un incontro e una benedizione che unirà laici e cristiani. Nel nome dei nostri animali. Ultimi fra gli ultimi. Tutti: cani, gatti, ma anche mucche, maiali, galline, tacchini….

L’amore e il rispetto di Francesco per gli animali non è comune nella chiesa.
Lo rivelano le Sacre Scritture, gli insegnamenti antropocentrici di Tommaso d’Aquino, i gatti  arsi vivi in piazza nel giorno dei Santi, gli animali crudelmente martirizzati sull’altare di qualche santità.

In Europa, alla fine del 1800, solo alcune nazioni del nord e di religione protestante, avevano emanato leggi per proteggere gli animali. La Chiesa cattolica taceva.

E’ solo negli ultimi decenni che la Chiesa ha ripensato il ruolo degli animali.

“Gli animali sono la parte più piccola della Creazione divina, ma noi un giorno li rivedremo nel mistero di Cristo” ha scritto Papa Paolo VI.

“Uomo, vegetali, animali siamo tutti nella stessa barca; non si tocca l’uno senza che a lungo andare non si danneggi l’altro”, ha aggiunto Papa Luciani.

“E’ urgente seguire l’esempio del povero di Assisi e abbandonare sconsiderate forme di dominio, cattura e custodia verso tutte le creature” ha detto Papa Giovanni II.

Oggi Papa Bergoglio ha scelto il nome di Francesco, ha benedetto un cane qualche mese fa, ha rinunciato al mantello con le bordure di ermellino.

Forse qualcosa sta cambiando.

Ricordo ancora, tanti anni fa, sulle Ande dell’Ecuador, la bella messa in una piccola chiesa. Eravamo tanti. C’erano anche i cani,i gatti, le pecore, i lama. Nessuno pensava a farli uscire. Neppure il missionario che stava celebrando.

E a me, profondamente laica, è sembrata la più bella messa del mondo.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. marilenaluna ha detto:

    Grazie per questo post. Sì forse qualcosa sta cambiando e speriamo che questi nostri compagni di vita e, come Lei giustamente ha scritto, ultimi fra gli ultimi sempre abbiano un po’ più di empatia dagli umani che troppo spesso nulla hanno di “umano”

    "Mi piace"

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