Romania, il nostro piccolo aiuto…

il

randagio_romaniaMi scuserete se ritorno sulla Romania. E sui suoi poveri randagi. Ma mi è difficile tacere dopo essere stata lì. Dopo aver visto con i  miei occhi, dopo aver ascoltato, incontrato, implorato, pianto e sorriso.

Bene, secondo una dichiarazione del sindaco di Bucarest e riportata dalla BBC in bell’articolo, l’80% dei cani randagi della capitale verrà “rimosso” entro 12 mesi.

Il sindaco, riporta anche Geapress,  avrebbe anche stimato l’entità di quelli adottati: circa la metà dei “rimossi”. Sulla restante parte, il criterio è scontato: l’eutanasia. Facile immaginare, concludeva il lungo articolo della BBC, che un fenomeno di fatto incontrollato per venti anni, ben difficilmente offrirà garanzie per una fattiva soluzione del problema in così poco tempo.

I cani di Bucarest vengono stimati in 60mila. Dunque, 48.000 saranno “rimossi” entro ottobre 2014. Di questi, 24.000 dovrebbero finire uccisi. La restante pare, invece, adottati.

Mangalia, Romania: l'ennesimo massacro di randagi
Mangalia, Romania: l'ennesimo massacro di randagi

Ogni giorno, quindi, per 365 consecutivi, a Bucarest dovrebbero essere adottati almeno 65 cani. Altrettanti, uccisi. Bene faceva allora l’articolo della BBC a concludere con una amara considerazione: cosa succederà quando la rabbia generata dall’uccisione del bimbo ad opera dei cani randagi inizierà a scemare? Forse, tutto tornerà come prima. Ma di mezzo ci saranno decine di migliaia di cani uccisi.

Un randagismo endemico, ha detto più volte Sara Turetta dell’associazione Save the dogs, impegnata da dieci anni in Romania con fattivi progetti di sterilizzazione ed adozione. Sono proprio questi gli interventi che bisognerà ora sostenere.

Bisognerà salvare quanti più cani possibile e fornire anche una risposta valida nel momento in cui la sbornia di cani ammazzati prenderà atto della realtà.

La cosiddetta legge ammazza-randagi, infatti, è stata votata in poche ore dopo i tragici fatti occorsi al bimbo di quattro anni.

Un fatto che questi giorni continua a generare altri drammi. Quelli dei tanti cani finiti nello stesso canile di Bucarest. Uccisi, ha denunciato Save The Dogs.

Cani salvati in extremis dai volontari rumeni e affidati alle cure di Save The Dogs che proprio in questi giorni sta potenziando gli affidi all’estero.

Cani come Lafy, che viene da Medgidia, a pochi chilometri da Costanza, l’altra città con Cernavoda dove Save the dogs opera, ancora e nonostante la legge, con le amministrazioni comunali.

Lafy è stata recuperata priva di tre dita di una zampa. Orrendamente mutilata, sebbene sia impossibile stabilire come questo possa essere avvenuto. Un incidente, come una crudele azione umana. Lafy è stata trovata sporca e con la zampa gonfia per l’infezione in corso. A recuperarla sono stati dei volenterosi cittadini rumeni, dipendenti di una azienda del territorio che poi si sono rivolti agli operatori di Save The Dogs.

I veterinari della struttura (che ho conosciuto: persone che non mollano, professionisti impeccabili, volontari magnifici), oltre che sulla ferita stanno ora intervenendo per curare un grave stato di denutrizione.

Sono queste le speranze che devono essere salvaguardate: quei cittadini che devono e possono rivolgersi all’associazione per aiutare questi cani.

Ma, è bene sottolinearlo, Save the dogs non ha alcun contributo da parte delle amministrazioni. Siamo solo noi che possiamo aiutare l’associazione, i rifugi, i veterinari, i cani.

Facciamolo. Basta poco. Pochi euro da parte di  ognuno. Per una lotta contro il tempo e contro l’inciviltà.

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