Filosofia dell’animalità

il

Bertetto 0710.qxdIl 10 dicembre è la giornata internazionale dei diritti degli animali.

Vorrei dedicare a tutte le creature pelose che conosco, a quelle che non conosco, a quelle che soffrono, ai loro compagni umani e ai loro aguzzini, un bellissimo, necessario, difficile libro: Filosofia dell’animalità di Felice Cimatti.

Ho scelto questo libro perché il percorso di Cimatti (filosofo del linguaggio all’università della Calabria, ma più noto come conduttore di Fahrenheit) esplora quello che potrebbe essere una umanità non basata sul linguaggio. Che attraversa un’animalità tutta la costruire. Che non sta dentro di noi o dietro di noi, ma davanti a noi.

“Animalità – scrive Cimatti – significa immaginare una società non scissa in corpo e mente, cioè una vita umana in grado di esaurirsi tutta nella vita che già si vive, peraltro l’unica che possiamo vivere”.

Una soggettività che non è più tagliata in due fra la vita che non si vive e che forse si vivrà un giorno. Una vita senza trascendenza e che non sente alcun bisogno di proiettarsi oltre di sé.

Un tema molto complesso, direi necessario per ritrovarsi finalmente dentro a un mondo fatto di tante specie animali, tutte sullo stesso piano.

Ma prima, e qui sta una parte del percorso filosofico di questo libro, bisogna capire perché l’animalità umana sia stata così tenacemente allontanata da noi.

Ecco, si parte da qui: gli animali non esistono. O meglio, non esistono perché di loro non sappiamo nulla. Perché non ha senso racchiudere in una sola e sterminata categoria (appunto gli animali) tutti i viventi di questo mondo. Escluso l’umano.

Buona lettura.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. paolettaguerra ha detto:

    E’ già, sembrerebbe proprio così: gli animali non esistono, non soffrono, non parlano la nostra lingua equindi non hanno i nostri diritti (nemmeno alla vita)… il grande errore dell’essere umano (che di umano ha ormai ben poco) è di considerarsi superiore a tutto il resto. Arriviamo prima noi e basta.
    Ho letto un articolo e firmato la petizione per chiudere il macello pubblico di Beirut, ne sono sconvolta, anche se so come vanno le cose, resto sempre sconvolta per tanta violenza.
    Gli animali/bestie cattive siamo noi, le creature a quattro zampe, loro sì che sono umane e degne di rispetto.

    Paola

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...