Richiami vivi e Forestale: a chi interessano ambiente e diritti degli animali?

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in gabbiaDifficile non leggere in un unico modo quello che è avvenuto in questi ultimi giorni nei palazzi del Governo.

Ieri quei 22 voti a favore (contro i 18 contrari) con i quali  le Commissioni Ambiente e Industria del Senato, in seduta comune, hanno approvato il testo del Governo che consente ancora la cattura e l’utilizzo dei piccoli uccelli migratori come richiami vivi, nonostante le richieste contrarie dell’Europa e delle centinaia di migliaia di cittadini che in queste settimane hanno sottoscritto le petizioni e testimoniato la loro indignazione a Governo e politica.

Pochi giorni prima la dichiarazione del Governo Renzi di far cancellare il Corpo Forestale dello Stato. O meglio, farlo confluire nella Polizia di Stato.

Entrambe le azioni sono frutto della volontà di non tutelare l’ìambiente in cui noi tutti nasciamo, viviamo, diventiamo vecchi, amiamo, soiffriamo.

Non tutelare l’ambiente (e sappiamo tutti quanto siano stati determinanti negli ultimi anni le azioni della Forestale) e calpestare senza tanti problemi i più elementari diritti degli animali. Quelli di vivere e migrare.

Totale la condanna delle associazioni al voto delle Commissioni del Senato.Ancora una volta il Pd (che avrebbe potuto fare la differenza) si è inchinato alla lobby dei cacciatori, molto forte anche a sinistra.

E non è un caso che gli unici due voti contrari dai ranghi Pd siano giunti da due donne: la senatrice trevigiana Laura Puppato (che nasce politicamente nel mondo ambientalista) e da Monica Cirinnà.

 

 

 

 

Una condanna senza appello quella formulata stamani dalle associazioni Animalisti Italiani, CABS, ENPA, LAC, LAV, LIPU-BIRDLIFE ITALIA, OIPA e WWF ITALIA, in merito alla votazione avvenuta ieri sera sull’uso dei cosiddetti “richiami vivi” (vedi articolo GEAPRESS).

Con 22 voti a favore e 18 contrari,

Determinante il cambio di posizione del Governo, il quale, secondo le associazioni avrebbe ceduto alle pressioni dei Senatori filo venatori. In extremis sarebbe infatti stato modificato il testo originale del decreto 91 che prevedeva il divieto di cattura e la limitazione della detenzione dei richiami vivi. Determinante, inoltre, il voto dei senatori del PD, che con le encomiabili eccezioni di Laura Puppato e Monica Cirinnà, hanno votato compatti, su indicazione di partito, a sostegno di una delle pratiche più violente e subdole a danno degli uccelli selvatici.

GEAPRESS – La vicenda è ormai nota. Secondo il Governo Renzi il Corpo Forestale dello Stato dovrebbe affluire nella Polizia di Stato. Nella riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato prevista nel ddl “Repubblica Semplice” è previsto infatti il “riassorbimento” della Forestale.

La questione, come era facile prevedere, ha creato non pochi malumori, ben espressi in un recente comunicato dell’ Associazione Nazionale Funzionari Forestali (vedi articolo GEAPRESS ). Di più tentativi portati avanti nel tempo dagli stessi attori, aveva poi parlato Walter Rossi, Segretario Cisal-CFS (vedi articolo GEAPRESS ) mentre, già nei giorni scorsi, il Segretario Nazionale UGL Forestali Danilo Scipio aveva riferito, a proposito dell’ultimo tentativo di riorganizzazione delle Forze di Polizia di una “strada breve tipica di chi ama solo fare proclami: eliminare l’amministrazione più piccola per poter sbandierare ai quattro venti un risultato che in realtà è solo apparenza“. Questo perchè, aveva aggiunto Scipio “il 90 per cento del bilancio complessivo del Corpo forestale, infatti, viene impiegato per i costi del personale, quindi l’accorpamento con la Polizia genererebbe un risparmio risibile, che avrebbe il solo effetto di privare il Paese dell’unica forza specializzata nel settore ambientale ed agroalimentare”.

Proprio il Segretario UGL Forestali ha ora deciso un’azione particolare, quale quella di pubblicare una lettera aperta ove si invitano i cittadini, oltre che le associazioni ambientaliste, culturali e “chiunque abbia a cuore la preservazione della natura” di mandare una cartolina a Palazzo Chigi o al Quirinale, oppure scrivere sul profilo facebook di Matteo Renzi che: L’ITALIA HA BISOGNO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO!

Nella lettera diffusa dal Segretario Scipio si rileva come la Forestale dello Stato sia l’unica Forza di Polizia specializzata nella tutela dell’ambiente e del patrimonio naturalistico. Una scelta politica, quella ora portata avanti da Renzi, che risulterebbe incomprensibile e che non quadra già dalle premesse del provvedimento governativo ove vengono evidenziate le indicazioni ricevute on line dai cittadini che hanno aderito alla consultazione pubblica. Nel report della consultazione, riferisce Scipio, non c’è però traccia di richieste di soppressione del C.F.S. Eppure lo stesso Corpo Forestale è risultato primo nel Rapporto Eurispes 2013, per gradimento tra le Forze di polizia.

Possibile che i 7620 Forestali italiani, meno, cioè, dei Vigili urbani di Roma, pesino nel bilancio dello Stato così tanto da rendersi necessario il loro riassorbimento nella Polizia di Stato?

L’apparato di sicurezza italiano verte su diverse forze di polizia, tra le quali la Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato. Un assetto, riferisce il Segratario UGL Forestali, che andrebbe rivisto e corretto proprio alla luce del migliore utilizzo “delle pochissime risorse economiche disponibili e per razionalizzare la presenza sul territorio delle forze in campo e delle competenze specifiche di ciascun Corpo“. Accorpare quelle numericamente più consistenti porterebbe ad un risparmio enorme ma questa, riferisce Scipio, è una scelta che dovrebbe imporsi sulle “resistenze di chi si sentirebbe sminuito dall’eventuale accorpamento nella Polizia di Stato“.

Una scelta più semplice sarebbe invece quella di unificare le amministrazioni che si occupano di tutela dell’ambiente: Corpo Forestale dello Stato, Corpi Forestali delle Regioni a Statuto Speciale, Polizie Provinciali ed eventualmente anche l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero della Politiche Agricole.

Una scelta che secondo il più grande sindacato della Forestale, rappresenterebbe una operazione di razionalizzazione e di efficienza,, che aumentarebbe l’efficacia dell’attività di contrasto ai crimini ambientali ed agroalimentari.

“Una Polizia Ambientale – riporta nella sua nota Danilo Scipio – rafforzata ma nel contempo razionalizzata perchè priva di inutili ed improduttive sovrapposizioni. Una polizia ambientale che deve rimanere nella sua sede naturale, che è il comparto agricolo ed ambientale, e non già il Ministero dell’Interno, che ha altre peculiarità ed esigenze organizzative. In quella sede, certamente verrebbero privilegiate le attività di ordine pubblico rispetto al traffico dei rifiuti; le frodi informatiche rispetto a quelle agroalimentari; il traffico degli stupefacenti rispetto a quello dei cuccioli e della flora e fauna a rischio di estinzione“.

“Noi “Forestali” – conclude nel suo appello ai cittadini il Segretario UGL Forestali- abbiamo scelto di fare altro, vogliamo poter contribuire a lasciare ai nostri figli, ai nostri nipoti, un Paese il più integro possibile; vogliamo cercare di far respirare loro aria pulita, far godere loro di boschi rigogliosi ed acque limpide, di animali selvatici; vorremmo far mangiare loro prodotti della terra genuini e salubri. Vorremmo non ci fossero altre “Terre dei Fuochi”. Ma se sopprimeranno il Corpo Forestale dello Stato tutto ciò sarà molto più difficile“.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. gattamarilena ha detto:

    E’ il paese delle lobby il nostro: cacciatori, allevatori, fabbricatori di armi e chi più ne ha più ne metta. I cittadini cosiddetti comuni non hanno nessun ascolto, men che meno i cittadini che dimostrano di avere a cuore l’ambiente e gli animali.

    "Mi piace"

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