Cinghiali pronto carne

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Tutto è successo in una giornata di fine agosto. Fra follia e tradimento.

Gina, una cinghialetta di un anno e mezzo circa, sessanta chilogrammi di peso, da alcuni mesi aveva trovato casa a Lumignano, nel vicentino, dove con gli abitanti aveva stabilito un contatto, con alcuni addirittura un rapporto amichevole.

Gina
Gina

Soprattutto con il signor Franceschetto visto che aveva eletto ad abitazi0ne il suo giardino dove veniva rifocillata con resti dell’orto.

E con la famiglia Pozzetti che con Gina aveva un  rapporto speciale: la sera quando rincasavano con l’automobile, lei li riconosceva e si faceva viva andandoli a trovare, farsi coccolare e rimediando naturalmente qualche frutto.

Gina non ha mai disturbato nessuno.

Eppure il 28 agosto alle 7.30 della mattina un gruppo di cacciatori e agenti di Polizia Provinciale si sono presentati in via Brojo per abbatterla.

L’hanno cercata per un’ora, stavano per sospendere la caccia quando è intervenuto “un amico di Gina” : “Venite con me so dove si nasconde, di me si fida”.

Udita la voce amica, la cinghialetta si è diretta verso di lui convinta di ricevere qualche coccola o un pezzo di zucca. Ma non è andata così. L’istruttore capo di Polizia Provinciale anche cacciatore, colto da eccesso di zelo o convinto di essere a caccia, ha estratto la pistola di ordinanza e fatto fuoco.

Per qualche minuto Gina è rimasta a terra agonizzante, poi un cacciatore gli ha tagliato la gola.

Sull’esecuzione di Gina ora sono intervenute le guardie zoofile dell’Enpa che hanno appurato il poliziotto ha sparato in mezzo alle case, a una decina di metri dalla strada e in mezzo alle persone.

L’abbattimento dei cinghiali è normato da un protocollo I.S.P.R.A.- Provincia n° 37214 del 5 nov. 2010, una delibera che permette degli interventi, ma fissa dei precisi paletti che se superati la copertura della delibera perde qualsiasi effetto.

Ad esempio: il cinghiale può essere abbattuto solo dalle armi previste dalla legge 157/92 e non certamente dalla pistola di ordinanza.

Prevede inoltre in questo periodo solo l’abbattimenti degli ungulati da altane autorizzate, in quanto si utilizzano armi pesanti come carabine a canna rigata con una gittata che supera il chilometro e mezzo.

I cacciatori erano posizionati e pronti a sparare a circa cento metri dalla strada e dalle case, mentre per rispettare la legge e non creare pericoli, dovrebbero stare in direzione a un paio di chilometri.

La recente sentenza della Corte costituzionale richiamando la legge 157/92 ha sancito inoltre che i cacciatori non possono sparare a questi animali se non sono proprietari del fondo.

L’Enpa ha segnalato quanto successo agli organi competenti per uso improprio dell’arma e denunciato il capo della Polizia provinciale alla Procura della Repubblica per caccia con armi non consentite e per esplosioni pericolose in luogo abitato.

I cacciatori s0no stati denunciati per caccia con metodi non contemplati nella delibera. E per non avere rispettato quanto espresso dalla Corte costituzionale.

“Bisogna bloccare immediatamente l’immissione di cinghiali nel territorio” ha dichiarato  Renzo Rizzi del Coordinamento protezionista vicentino, “ questa attività illecita viene confermata sia dalla Provincia che dall’ISPRA, perfino le associazioni venatorie confermano che vi sono costanti immissioni clandestine, dei veri e propri lanci di questi ungulati sui Monti Berici”.

“Alcuni cacciatori senza scrupoli stanno tentando di importare il modello Colli Euganei, aggiunge Rizzi, ovvero, tanta carne a costo zero. Una follia che va bloccata subito, in primis togliendo ai cacciatori la possibilità di intervento. La  Provincia di Vicenza ha sfornato con appositi corsi negli ultimi tre anni centinaia di cacciatori-operatori per la caccia al cinghiale (tra i quali spicca Roberto Baggio)”.

“In quanto a Gina è trapelato che anche lei è stata liberata illegalmente da un allevamento. Nel suo orecchio c’era un segno inequivocabile e, visto che non si era riprodotta, c’è il fondato sospetto che fosse anche sterilizzata”.

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