Green Hill: il pm chiede la condanna dei 4 imputati

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GREEN HILL: ANIMALISTI LIBERANO ALCUNI CUCCIOLI BEAGLEIl Giudice del Tribunale di Brescia ha rinviato al 23 gennaio la sentenza del processo a Green Hill, l’allevamento di cani per la vivisezione sotto accusa con le imputazioni di maltrattamenti e uccisioni di animali.

La decisione del Giudice è arrivata alla fine dell’udienza che si è tenuta oggi, 12 gennaio
, durante la quale è stata ascoltata la requisitoria del Pubblico Ministero, Ambrogio Cassiani, e le arringhe di difesa e parti civili, con l’avvocato della Lav, Carla Campanaro.

Dettagliata la requisitoria del PM, che ha chiesto per i capi di imputazione del processo 3 anni e 6 mesi per il veterinario Graziosi, 3 anni per Rondot e 2 anni per Bravi e Bernard.

Il Pubblico Ministero ha precisato come la Legge 116/92, che disciplina la sperimentazione animale, prevede che sia assicurato loro benessere e assistenza.

“L’etologia riguarda l’imprinting della specie e l’imprinting non può essere modificato, ribaltato o soppresso, come sostiene la difesa di Green Hill. La norma penale interviene a sanzionare se l’uomo cerca di sopprimerla”, ha sostenuto il PM Ambrogio Cassiani.

Il PM ha poi contestato la completezza di verbali e registri di Green Hill: “per esempio, il registro carico/scarico cani non era conforme, dunque impossibile sapere quanti ne erano presenti. Il comportamento dei veterinari ASL che andavano a controllare la struttura era evidentemente doloso. Le visite ASL erano preannunciate e accondiscendenti. La prassi di preavvisare le ispezioni della ASL a Green Hill era sedimentata. Rispetto alla tracciabilità cani a causa dei registri non conformi non sapremo mai il numero esatto dei cani nella struttura e né quanti ne sono stati soppressi”.

Il PM ha anche contestato a cinque dipendenti di Green Hill la falsa testimonianza.

Carla Campanaro, avvocato LAV che si è costituita parte civile nel processo, ha definito quello a Green Hill un processo innovativo, perché è per la legalità nella vivisezione, “non è vero che in vivisezione si può fare tutto. Va rispettata l’etologia animale indipendentemente dalla destinazione finale”.

“A Green Hill essere uccisi era un lusso perché i cani venivano semplicemente lasciati morire”, ha concluso  Campanaro sostenendo le richieste di pena del PM, la confisca dei beagle salvati e per gli imputati la sospensione delle attività di allevamento.

Ora ancora 10 giorni e poi la sentenza.

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