Il ritorno dei lupi, una mostra a Trento

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La questione della ritrovata presenza dei lupi sulle Alpi sta creando non pochi problemi, ansie, riflessioni, discussioni. Dalla Lessinia al Piemonte, dalla vicentina Val Posina fino al Friuli è un continuo fiorire di avvistamenti.
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Quel che è certo è che il grande predatore è davvero tornato a popolare le nostre montagne. Le Regioni, insieme e non divise, dovrebbero tenerne conto. Ancor meglio dovrebbe farlo il Governo. Perché la gestione dei lupi non è una questione territoriale o meramente regionale.

Lo ha ben spiegato lo scorso dicembre in Lessinia uno dei massimi esperti italiani di lupi, il professor Luigi Boitani della Sapienza di Roma.

Visto che l’areale medio di ogni branco, a seconda della disponibilità di cibo, è di oltre 200 chilometri quadrati, ha spiegato Boitani,
“è sbagliato parlare di reintroduzione del lupo in Lessinia o in Veneto. Ogni intervento o riflessione dovrebbe essere almeno interregionale. Meglio se condiviso fra più Paesi, come nel caso della collaborazione fra Piemonte e Svizzera».

Indispensabili poi sarebbero i monitoraggi seri, costanti e precisi della  popolazione di lupi delle nostre montagne.
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Non è un caso se la Francia spende ogni anno in questa attività tre milioni e 100mila euro e alla fine dispone   di ottimi dati, grazie a cui i biologi possono decidere se e dove ridimensionare i branchi.

Non è un caso se la Svezia possiede perfino il pedigree di ciascuno dei suoi 320 lupi e in ogni branco uno o due esemplari sono muniti di radiocollare.

Magari l’Italia si adeguasse a questi modelli virtuosi. Magari perché solo con dati freschi possono essere prese delle decisioni che vadano al di là dell’impatto emotivo che questi animali suscitano in tutti noi.

Nella consapevolezza però che i lupi mangiano i bambini e le vecchiette solo nelle favole.

 “Negli ultimi 200 anni“ha spiegato Boitani,non si è verificato un solo caso di attacco all’uomo. Nel parco d’Abruzzo, frequentato da due milioni di visitatori all’anno, sono avvenute zero aggressioni. Il terrore è atavico, ma fatevelo passare”.

Life-WolfAlp

Un antidoto alla paura è la conoscenza. L’occasione per scoprire chi sono davvero i lupi la offre la mostra itinerante realizzata dagli esperti che lavorano al progetto europeo LifeWolfalps.

L’appuntamento è fino al 1 marzo al Muse di Trento. Lì ci attende Tempo di lupi, un viaggio per imparare ad amare questo grande e insostituibile predatore.

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