Il sacrificio degli animali, grandi assenti dall’Expo 2015

il

https://zoelagattablog.files.wordpress.com/2015/03/fazzini.jpg“Domandiamo di riflettere sull’uso di carne e pesce, alla fin fine quella del mangiare pesce al venerdì è un po’ un’ipocrisia.

La nostra è una provocazione, siamo passati da un sacrificio, al vedere le conseguenze che il nostro “nutrirci” ha sul creato, di cui non fanno parte solo i mammiferi e la carne, ma anche i mari che vengono spopolati di pesci. Spostando l’attenzione dal sacrificio all’amore per la madre terra, abbiamo capito che non si può digiunare solo dalla carne al giorno d’oggi, serve digiunare anche dal pesce. Vogliamo riflettere su quanto i nostri consumi creano sofferenza al creato che ci è stato affidato e agli animali, perché sappiamo in che modo sono trattati per procurare la carne, ma anche sugli squilibri tra le popolazioni”.’

Finalmente una voce contro.

Contro quello slogan dell’Expo2015, “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, che mai una volta in questi mesi di preparazione ha aperto una riflessione sulle creature di cui la maggior parte di noi si ciba: gli animali.

A parlare è un uomo di chiesa – don Giovanni Fazzini che a Venezia guida da molti anni la Pastorale per gli Stili di vita  del Patriarcato – in un’intervista pubblicata la scorsa settimana dalla Nuova Venezia.  

Il Patriarcato chiede di riflettere nell’epoca dell’abbondanza.

Non cerca di convincere i fedeli a diventare vegetariani o vegani. Ma li invita a pensare quanta sofferenza crea i loro consumi.

“Sono rimasto colpito dai numeri di quanti animali vengono usati – dice don Fazzini alla giornalista –  Ogni anno nel nostro paese finiscono al macello 24 milioni tra bovini, caprini, suini, cavalli. È un eccesso, siamo sessanta milioni, quanto mangiamo? A ciò che si devono aggiungere 29 milioni di conigli e centinaia di milioni di avicoli, una cifra esorbitante, solo in Italia mezzo miliardo di animali macellati ogni anno. Per fare una porzione di carne, viene usata una quantità di cereali che potrebbe fornire quindici porzioni di cibo, i cereali che sono necessari per una porzione potrebbero saziare moltissime persone. Nel mondo c’è cibo per tutti e un miliardo di persone patisce la fame. Serve una visione globale”.

E aggiunge: “Quello che chiediamo è un digiuno dalla carne e dal pesce per riflettere sulla loro provenienza e su quanto costa alla natura, una pratica che vale per il futuro. Non è un invito al vegetariamnesimo, anche se alla fine mangiare vegetariano fa bene, io sono 15 giorni che mangio solo verdura e formaggio”.

agnello

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. paulinawar ha detto:

    FINALMENTE un uomo di Chiesa che si accorge degli animali!

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  2. gattamarilena ha detto:

    Credo che questo Sacerdote sia l’unico fra tutti preti, prelati, papa compreso a spendere le parole per questi nostri fratelli che sono allevati, macellati sempre fra immani sofferenze. Al Reverendo il mio grazie di cuore.

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