Benessere animale: dal Friuli un regolamento coraggioso, ma non abbastanza

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E brava Debora Serracchiani. La prima Regione in Italia ad aver adottato un regolamento per il benessere animale almeno in parte innovativo, è il suo Friuli Venezia Giulia.

Non so se su queste norme, licenziate la scorsa settimana a Trieste, ci sia quella Serracchiani che ama gli animali. Che ha tartarughe, gatti e perfino un cavallo, cieco a un occhio.

cane nero

So solo che il Friuli Venezia Giulia è la prima Regione in Italia a dotarsi di un documento di questo genere, che tratta le condizioni in cui devono essere tenuti gli animali d’affezione (dai più comuni cani, gatti e cavalli ai roditori, uccelli, rettili, pesci e altri meno convenzionali), permettendo alle Forze dell’Ordine di intervenire non solo in caso di vero e proprio maltrattamento, ma anche quando venga meno il benessere degli animali.

Tante le novità. Cominciamo con i cani. A loro  deve essere garantita l’attività motoria, portandoli a fare una passeggiata almeno due volte al giorno se vivono in appartamento o una volta se sono custoditi in un recinto (l’obbligo non sussiste se i cani hanno a disposizione almeno 120 metri quadrati di spazio) che deve essere ampio almeno 15 metri quadrati (con l’aggiunta di 6 metri quadrati per ogni cane in più).

shire

I cani non possono essere tenuti a catena fissa, mentre è ammessa la catena scorrevole solo nel caso in cui non sia possibile in altro modo evitare la fuga, ma solo per otto ore al giorno.

Cani e gatti non possono essere lasciati in terrazze o balconi senza possibilità di accesso all’interno dell’abitazione né possono essere chiusi in rimesse o cantine.

E passiamo ai gatti: per contenere l’incremento della popolazione felina, devono essere sterilizzati. Sia i maschi che le femmine. Attenzione che in casa sia assicurata la pulizia giornaliera della lettiera.

Gatto_dorme

I felini non possono essere legati a catena o corda e, per quelli che vivono all’esterno, devono poter accedere a un riparo durante la notte e in caso di condizioni meteorologiche avverse, così come in caso di malattia, deve essere garantito un ricovero riscaldato all’interno della casa.

Per tutti gli animali d’affezione vanno garantite cure sanitarie dal veterinario, preventive e in caso di malessere.

Il Regolamento vieta che i pesci rossi stiano nelle bocce sferiche, così come non si può utilizzare la sabbia per gatti anche per le specie di mammiferi non convenzionali e per gli uccelli, in quanto tossica.

pesce rosso

Le gabbie degli uccelli non devono essere collocate a terra (troppo pericoloso…) e vanno posizionate lontane da fonti di calore o di freddo, possibilmente in una zona ben illuminata e tranquilla.

È inoltre vietato tenere qualsiasi tipo di uccello legato con qualsiasi mezzo di contenzione che ne impedisca il volo libero.

I responsabili di esercizi pubblici e commerciali possono vietare l’accesso degli animali solo se espongono all’entrata, in modo ben visibile, la comunicazione al sindaco che deve essere avvenuta a mezzo fax, raccomandata o posta certificata.

Sono previste sanzioni amministrative per chi non rispetta le norme indicate nel Regolamento e, nei casi più gravi, si può arrivare al ritiro d’autorità dell’animale.

Tordo-bottaccio

Un punto a favore di questo Regolamento è la parte che riguarda gli equidi, quindi cavalli, asini, muli. Le norme, ed è buona cosa,  recepiscono praticamente in toto il Codice per la tutela degli equidi varato qualche anno fa dal  Ministero della Salute.

Facendo fare ai cavalli, quindi, un passo in più verso lo status di animali d’affezione e non solo “da carne” o sportivi.

Buona cosa aver introdotto anche la necessità di formazione per tutti coloro che si occupano di cavalli nelle scuderie. E che spesso sono privi di alcuna esperienza.

Ottimo quindi questo Regolamento. In alcune parti mi piace proprio. Ed ‘ un buon modello per altre Regioni virtuose.

Ma c’è un problema. Continuano a esserci animali di serie A (in questo caso cani e gatti) e animali di serie B (in questo caso soprattutto gli uccelli).

Perché altrimenti non si spiegherebbe la possibilità di derogare alle esigenze etologiche quando si tratta di fiere o falconeria. Il regolamento permette infatti ancora di legare e incappucciare i rapaci. E nelle cosiddette fiere canore, di costringere gli uccelli in gabbie più piccole.

Un passo alla volta? Oppure mancanza di coraggio? La seconda che ho detto?

 

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