Macello di Ghedi: non è solo una questione di diritti ma anche di rispetto delle leggi

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Non si può dire che la video inchiesta di Giulia Innocenzi, pubblicata ieri sul sito di Servizio Pubblico e sul Fatto Quotidiano, oggi si sia conquistata le prime pagine dei giornali. Quelli nazionali intendo.
Un quotidiano bresciano (Brescia Oggi ) e hanno parlato. E diffusamente. Non c’è traccia della notizia invece sulla homepage del Giornale di Brescia. 

La terrificante inchiesta ha fatto solo il giro dei blog, dei siti delle associazioni e dei social network.

Perché?

In quelle stesse ore, mentre il video girava su Facebook e Twitter, alcuni lettori commentavano in questo modo: “Se non si rispettano i diritti umani, perché mai ci si dovrebbe sentire in obbligo di rispettare i diritti degli animali? E chi lo conosce il Trattato di Lisbona?”.

Ecco, sta qui il punto.

Non si tratta o per lo meno non è solo questione di rispetto di altri esseri senzienti di cui la scienza ci testimonia la capacità di sentire dolori ed emozioni (proprio come noi animali-umani). Quindi non è un affare solo da “animalisti sfegatati”.

occhio_muccaNo. Qui è una questione di rispetto della legge. Leggi dello Stato italiano e raccomandazioni dell’Unione europea. Leggi disattese e ignorate.

Tanto che lo stesso proprietario dell’Italcarni, nei primi interrogatori, aveva ammesso candidamente che per lui quello che stava facendo non era “maltrattamento”.

Ecco, oggi il maltrattamento non è più una questione soggettiva legata a una personale etica o sensibilità.

E’ una questione oggettiva sancita dalla legge italiana.

Ed è uno scandalo che non solo tortura migliaia di animali ma che può essere dannoso per la salute di coloro che mangiano carne.

Lo scandalo degli animali a terra (ricordate la povera Doris?) è stato denunciato già dieci anni fa dalla LAV e da altre associazioni come Animal Angels.

Ma nonostante le condanne in diversi Tribunali e le note dei ministeri prodotte sull’argomento, è ancora una vergognosa prassi zootecnica molto diffusa: decine di migliaia di animali ogni anno subiscono abusi in allevamento, durante il trasporto e la macellazione.

Animali che arrivano in gravi condizioni, non più in grado di reggersi sulle zampe e che, anziché essere macellati in allevamento, come prevedono le norme, o, come ultima possibilità direttamente sul camion, vengono scaricati e spinti con trattori o muletti (il video è eloquente su questa pratica), trascinati con catene e spinti con forconi.

Gentili magistrati, amministratori delle Asl, veterinari, giornalisti, lettori non animalisti, questa pratica infrange una legge dello Stato italiano. E’ illegale.

Se non avete cuore per questi esseri, almeno rispettate o fate rispettare la legge. E informate i cittadini.

Perché, dicono bene alla Lav, questa diffusa illegalità non più tollerabile. E’ pericolosa anche per la salute dei cittadini, già allarmati dalle evidenze sottolineate dall’Oms rispetto alla carne rossa.

La Lav chiede alla Ministra della Salute Beatrice Lorenzindi istituire con urgenza una commissione di inchiesta, guidata dagli ispettori indipendenti dell’ufficio veterinario della Commissione Europea, sulla situazione degli animali a fine carriera negli allevamenti e nei mattatoi per riportare la legalità e il rispetto delle leggi e delle condizioni degli animali nell’industria zootecnica. La carne dei bovini a terra, peraltro, è quella maggiormente usata per la produzione di hamburger e carne in scatola: i consumatori ne devono essere consapevoli”.

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