A caccia, nei boschi dei cittadini

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Nasce nel 1984 l’idea di dotare Mestre di una grande area boscata nella immediata periferia del centro urbano.

Ricordo ancora l’inaugurazione dei parco della Bissuola, quando gli alberi erano così piccoli e giovani che tutto quella spianata sembrava, ma certo non un parco!

bosco mestre

E ricordo la nascita del Parco di San Giuliano, in riva alla laguna. Una scommessa farci crescere un parco in un luogo che, per decenni, era stato massacrato dai peggiori rifiuti industriali di Porto Marghera.

E poi che passeggiate nelle aree verdi attorno agli antichi forti oppure al limitare del comune nel neonato bosco di Dese.

In trent’anni la tanto vituperata terraferma veneziana è stata quindi teatro di un importante progetto di recupero e di gestione di numerose aree verdi che oggi costituiscono un articolato programma per il recupero e la tutela della biodiversità.

Ben 230 ettari “abitano” la terraferma mestrina e sono quindi inserite nel tessuto urbano del Comune di Venezia: di fatto uno dei boschi urbani più estesi d’Italia.

Nei primi anni gli investimenti hanno riguardato principalmente le attività di recupero delle aree verdi, comportando costi a carico della comunità, per circa 1,5 milioni di euro l’anno per tre anni, dal 2006 al 2008.

Poi i costi sono diminuiti e si sono limitati alla manutenzione e alla gestione dei boschi, attestandosi a circa 500 mila euro l’anno, ai quali vanno aggiunti i canoni di locazione di alcune aree ancora non pubbliche, per un valore di circa 400 mila euro l’anno.

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Una scommessa vinta. Un’utopia realizzata, insomma. E non capita spesso nel nostro paese quando si tratta di ambiente.

Tutto bene, quindi, se non fosse che parte di questi boschi, benché pagati da tutti gli abitanti, per ben molti mesi  possono essere fruiti solamente dai cacciatori: 104 ettari dei complessivi 230
fanno parte della pianificazione venatoria regionale e quindi sono territorio nel quale i cacciatori possono liberamente accedere e sparare.

In questa aree sarebbe stato possibile vietare la caccia, ma la Regione Veneto ha negato questa opportunità, costringendo il Comune di Venezia  a vietare l’accesso ai cittadini in quei boschi da loro stessi pagati.

 Sabato 21 novembre, in occasione della festa dell’Albero, le associazioni ambientaliste e animaliste veneziane si ritroveranno insieme al Bosco Ottolenghi di Mestre per una pacifica e musicale passeggiata di protesta e proposta.

E forti di una raccolta di firme di oltre 3mila cittadini.

“L’ambiente nel quale viviamo”, spiegano gli organizzatori, “deve  essere fruito da tutti in qualsiasi momento dell’anno ed in piena sicurezza : è inaccettabile che le aree verdi più importanti di Mestre siano interdette alla libera circolazione a causa della presenza dei cacciatori che rappresentano meno dell’1% della popolazione, ma che praticano un’attività estremamente pericolosa per gli animali ma anche per le persone.”

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