Un (primo) libro per Natale: “Comprendere il cavallo”

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“In una relazione reciproca, non c’è bisogno di capi o leader. Ogni individuo ha le proprie qualità peculiari, le proprie forze e preferenze, il proprio modo di sentirsi ispirato e motivato.

Ogni relazione è una miscela di questi elementi e quando la cosa più importante nella nostra convivenza con qualcuno è proprio la relazione, si può imparare ad assumere più consapevolezza di questi elementi…..”

copertina“Nella nostra convivenza con i cavalli, quando si pensa a una relazione reciproca, spesso affiorano interrogativi e preoccupazioni: è necessario che qualcuno sia al comando quando si esce con un cavallo? Non è irrispettoso quando un cavallo ci morde”.

Ben vengano le lunghe ore di treno. Sono, per me, il momento migliore per immergermi nella lettura di un libro che, a lungo, ho tenuto vicino a me, sul tavolo del lavoro o sul comodino, in attesa appunto del momento migliore.

Ho portato con me, in treno giusto ieri, il libro che Francesco e José De Giorgio hanno pubblicato per Giunti qualche mese fa: “Comprendere il cavallo. Per migliorare il rapporto con lui”.

L’ho letto tutto d’un fiato, uscendone alla fine rasserenata. In molti dei miei atteggiamenti e desideri mentre sto con le mie cavalle. A cominciare proprio dal significato più profondo di quelle frasi che riporto sopra: perché comandare se ciò che si vuole è condividere?

Perché nei percorsi di relazione, anche con il cavallo, “non contano la meta e quanto presto la si raggiunge, conta bensì il viaggio, con le esperienze che porta”.

Francesco De Giorgio è un giovane etologo, allievo di Danilo Mainardi. Lui non lo ricorderà certo ma io, più di cinque anni fa, proprio su consiglio di Mainardi, lo contattai per farmi spiegare un certo atteggiamento di Nina nei confronti di Margherita, la mia dolce cavalla che stava morendo.

Mi aiutò. Dandomi conferma dei sentimenti e delle percezioni che già avevo.

A quel tempo De Giorgio stava nella campagna laziale. Da qualche anno invece si è trasferito in Olanda, dove ha incontrato la bella moglie José che lavora con lui, e dove ha fondato la sua Sparta- Learning Animals, Istituto internazionale per la zooantropologia.

Spesso sono entrambi in Italia per incontri e corsi sulla loro avventura con il cavallo cognitivo.

Va subito detto che questo libro non è un manuale. O per lo meno non nel senso classico in cui vediamo sugli scaffali mille e uno manuali su come vivere con i nostri animali.

Piuttosto sono pagine che ci invitano a mettere in discussione tutto ciò che sappiamo (o crediamo di sapere) sui cavalli.

E ci chiedono di guardare questi animali da un punto di vista cognitivo. Di vederli, senza fretta, non solo come creature pensanti, ma come esseri di cui dobbiamo rispettare tempi, emozioni, decisioni.

Non saranno i nostri tempi impazienti a dettar legge. Ma i tempi nostri e loro insieme. Più loro che nostri. Nel gioire anche di soli 5 minuti in sella, mentre tutti gli altri minuti trascorrono fra grooming e osservazioni reciproche.

E’ il cavallo cognitivo, colui che non è preda (e noi non siamo predatori) che ci accompagnerà in una dimensione in cui le relazioni non avranno tensioni.

Non ci saranno più dominio, comando, controllo. Non ci saranno perché noi avremo accettato il suo pensiero, le sue richieste,le esigenze, le perplessità, le emozioni. E a quel punto saremo davvero in relazione.

Una bella cavalcata in cielo questo libro per chi come me ama i cavalli.

Rosa e Macri
Rosa e Macri

Un percorso in cui mi sento pienamente dentro, ma che vedo difficile da applicare in quei luoghi dove i cavalli vengono “usati”. Siano cavalli sportivi o da lavoro. Ma anche da passeggiata e trekking.

Un percorso facile ed entusiasmante per coloro che vivono con i cavalli. Chi li ha a casa e “gode” solo della loro presenza, della convivenza e della relazione.

Farsi annusare, e lasciar loro il tempo di acquisire tutti gli elementi indispensabili.

Passeggiare insieme, scoprire insieme nuovi giochi, amici, progetti.

E’ tutto ciò che chiedo alla mia vita con loro. E ogni giorno li ringrazio per la profondità del vivere che mi insegnano.

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