Il mulo, anima e compagno di guerra

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muli e conducenti all'abbeveratoio
muli e conducenti all’abbeveratoio

L’Hic Caffè di Gorizia e l’associazione di amici che ne costituisce l’anima letteraria e culturale, ci avevano già sorpresi un paio di anni fa con una bella mostra dedicata a tutti gli animali che, silenziosi eroi e vittime, parteciparono alla prima Guerra mondiale.

Due signore piene di risorse e di talento – Serenella Ferrari e Susanne E.L. Probst – riuscirono a mettere insieme immagini e documenti che diedero vita a un affresco sincero ed empatico su gatti, cani, cavalli, asini al servizio degli eserciti in guerra.

Ferruccio Bernardis sindaco di Gorizia e il mulo Violetto
Ferruccio Bernardis sindaco di Gorizia e il mulo Violetto

Oggi il focus di una seconda rassegna – sempre frutto delle ricerche di Ferrari e Probst e che si apre il 7 maggio – sono i muli:  “Muli e conducenti! Tutti presenti! 1872-1991: il legame tra muli e alpini attraverso 120 anni di storia” .

La rassegna, attraverso otto sezioni divise in venti pannelli, ripercorre il lungo cammino tracciato dagli alpini insieme ai loro amati, fedeli e insostituibili muli.

Foto N_Fotor

Un viaggio che dopo aver attraversato oltre un secolo di dure prove e conflitti, fra cui le due guerre mondiali, si è concluso nel 1991 quando lo stato maggiore dell’esercito decise una forte riduzione delle salmerie per giungere allo scioglimento degli ultimi reparti nel 1993: il 7 settembre di quell’anno, infatti, furono venduti all’asta gli ultimi 24 muli.

Non si può immaginare o parlare degli alpini senza associare automaticamente l’immagine del poderoso quadrupede che ha accompagnato i soldati fin dalla nascita del Corpo, nel 1872, anche se per i muli il reclutamento giunse molto prima degli alpini, visto che già dal 1831 nella Regia Armata Sarda furono costituite le prime batterie da montagna dotate di cannoni smontabili trasportati da 36 muli.

Sul Grappa
Sul Grappa

E’ da questo momento, in realtà, che il ruolo del mulo inizia a diventare sempre più importante per consolidarsi e assurgere quasi a mito nel corso della Grande Guerra.

Resistenza, forza e tenacità sono le caratteristiche che accomunano il mulo e l’alpino. Quest’ultimo senza il mulo sarebbe stato solo, senza l’alpino il mulo non avrebbe potuto marciare: il soldato e l’animale erano consapevoli di potercela fare solo se fossero rimasti assieme incoraggiandosi l’uno l’altro a proseguire lungo il difficoltoso cammino.

Così come erano capaci di dividersi tutto: la fatica, il cibo, l’acqua e anche le affettuosità; ad ogni mulo, che poteva trasportare fino a 150 kg., era assegnato un conducente (detto anche “sconcio”) con il compito di guidarlo e provvedere alla sua cura.

mulattiera

Nel corso della Grande Guerra il mulo rappresentò, nonostante l’impiego di armi sempre più sofisticate e i trasporti motorizzati, l’unico mezzo di trasporto per attraversare anche i sentieri più difficili del fronte montano, soprattutto quelli conosciuti come “mulattiere” proprio in onore del quadrupede.

Le testimonianze dei reduci e soprattutto le immagini delle tragiche campagne di Russia, Grecia e Albania, rappresentate in mostra, parlano giustamente di uomini ma anche di muli immersi fino al garrese nel fango o ricoperti di neve nelle distese ghiacciate e fanno comprendere ancora una volta come questi animali divennero per gli alpini qualcosa di più che semplici compagni per il trasporto di materiali.

I muli stremati dalla fatica, morti di fame, di freddo o sotto le pallottole del nemico, furono pianti come il miglior amico di sempre e nessuno avrebbe mai potuto descrivere e raccontare quei momenti meglio di chi li visse in prima persona.

Numerose testimonianze degli alpini riconsegnano alla storia e al ricordo moltissimi nomi di muli distintisi per il loro sacrificio, per la generosità e fedeltà, così come li ricordano i numerosi monumenti presenti in varie città italiane.

Palu? e Scotto
Palu? e Scotto

Storie tristi e storie a lieto fine, narrate nelle pagine di numerosi testi redatti dai reduci (talvolta anche disegnati a matita, tracciati a carboncino o ad acquarello): il gigantesco e bellissimo Pizzul della 47^ compagnia, l’intelligentissima Mentoulles la più bella mula del Battaglione “Fenestrelle”, Ginetta la mula della Taurinense che capiva solo il dialetto piemontese, il docile e paziente Biso morto atrocemente per lo scoppio di una mina.

La mostra, aperta fino al 31 luglio e curata da Serenella Ferrari, è organizzata dall’Associazione “Amici dell’Arte Felice” di Gorizia in collaborazione con la sezione ANA di Gorizia, l’Associazione “Isonzo Gruppo di Ricerca Storica, il Centro Ricerche Archeologiche e Storiche del Goriziano e fa parte della serie di iniziative “Aspettando il raduno degli Alpini”, organizzate dalla sezione ANA di Gorizia in occasione del Raduno Alpini Triveneto Gorizia 2016.

A latere della rassegna, nel prossimo mese di giugno la storica dell’arte Susanne E.L. Probst terrà una conferenza dedicata ai monumenti ai muli e ai loro conducenti.

Info
Inaugurazione sabato 7 maggio ore 18.30
Hic Caffè Letterario – Via don Bosco 165, Gorizia
Orari: lunedì-sabato 7.30-13.30 15-21 domenica 8-13
Ingresso libero
Info: hiccaffe@libero.it – cell. 3496931585
http://www.facebook.com/Hic-Caff%C3%A8-letterario-378667025623807/?fref=ts

Proprietari delle fotografie:
Foto Archivio Sezione ANA, Gorizia
Foto Archivio sezione ANA, Pordenone
Foto Archivio 2°/66, Bra (CN)
Fotoclub Lucinico – Andrea Mocchiutti
Roberto Lenardon, Ronchi dei Leg. (GO)
Mario Muto, Gorizia
Bruno Pascoli, Gorizia

 

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