Il ritorno delle pellicce

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1970: trenta milioni di visoni venivano allevati e uccisi per fare pellicce. 1990: la “produzione” di visoni sale a quota 47 milioni per precipitare qualche anno dopo a 35. Siamo a metà degli anni Novanta. Inizia la lenta ma inesorabile ripresa. Nel 2010 i visoni allevati nel mondo diventano 50 milioni. Nel 2015 siamo arrivati a 85 milioni.

Succede lo stesso per un altro animale che il mondo della moda continua a utilizzare: il coccodrillo. Ma anche l’alligatore e il caimano. Dal 2004 al 2013 l’allevamento cresce per tutti e tre gli animali: quasi 400mila i coccodrilli usati, 500mila gli alligatori, oltre un milione i caimani.

Allevamento di caimani in Colombia -foto di Paolo Marchetti

Non sfugge al fashion lo struzzo. L’allevamento di questo animale è in aumento in tutto il mondo, in particolare in Tailandia. Dello struzzo si usa la pelle – molto apprezzata per la durabilità – e la carne.

Dati, racconti, riflessioni e immagini di un mondo che nonostante le proteste e la maggiore consapevolezza sta crescendo anno dopo anni, sono al centro di  Why Fur is Back in Fashion che sarà sul numero di National Geographic di settembre. Lo firma il giornalista Richard Connif, le foto sono di Paolo Marchetti.

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