Perché Goja non sia morta invano

il

Ibis

Era il 13 ottobre 2012 quando una femmina di Ibis Eremita  chiamata Goja  stava per migrare nell’area di svernamento nella Toscana, accompagnata da un uccello giovane chiamato , Jedi.

C’era molta apprensione per la coppia. Anche perché in quegli anni il progetto di reintroduzione dell’Ibis eremita in Europa, dove era scomparso da 400 anni, dopo molta fatica stava cominciando a dare i suoi primi frutti.

E Goja era una vera e propria coraggiosa apripista nella migrazione autunnale da Nord a Sud.

Una volta arrivati nella provincia di Livorno, a solo 80 km di distanza dell’area di svernamento, la laguna di Orbetello, Goja e Jedi sono stati abbattuti da un cacciatore che era in possesso una licenza per la caccia ai colombacci.

Domani 13 settembre a Livorno ci sarà l’udienza finale del processo a questo cacciatore. Il danno economico e morale viene valutato a 20mila euro.

AnnePoco dopo l’abbattimento Anne-Gabriela Schmalstieg si trovava in loco, nella vinciane di San Vincenzo.

Anne-Gabriela, che è una delle mamme storiche degli Ibis, ha trovato prima Jedi, ancora vivo ma a terra e sanguinante. Poi Goja, anche lei nelle stesse condizioni, gravi, di Jedi.

Dopo poco Goja moriva nelle braccia di Anne-Gabriela: “Fu una tragedia per me” racconta oggi la giovane ricercatrice, “perché avevo perso non solo un uccello che avevo allevato fin dai suoi primi giorni di vita, ma un amico.“  Jedi è morto poco dopo al centro veterinario CRUMA a Livorno.

La caccia illegale è la minaccia più grande per il progetto di reintroduzione dell’ibis eremita. Il caso di GOJA e JEDI è al momento l’unico caso in cui è stato possibile identificare il bracconiere. Per questa ragione l’appuntamento di domani ha un significato speciale per il progetto.

Dal 2014  la reintroduzione dell’Ibis eremita prosegue nell’ambito di un progetto europeo LIFE + sebbene la Commissione europea sia preoccupata che l’obiettivo del progetto non possa essere raggiunto proprio a causa del bracconaggio in Italia.

Pochi giorni fa un altro Ibis eremita è stato ritrovato morto in Toscana. Un’investigazione iniziale fa sorgere il sospetto che si tratti di nuovo di un abbattimento illegale.

La vittima è il giovane Kato  trovato morto nelle vicinanze di Punto Ala, in provincia di Grosseto. I dati del GPS indicano che l’uccello è morto il 1 settembre, giornata di preapertura inizio della caccia in Toscana. Pallini di piombo sono stati trovati nel corpo dell’animale e ora si è in attesa di altri e più approfonditi esami.

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. marilenameo ha detto:

    Ma possibili che questi figuri continuino a sparare a tutto ciò che si muove? Possibile che non si possa mettere un freno a questa mattanza? Possibile che questo “sport” non sia più attuato con le mille deroghe delle regioni (come qui in Veneto)? Il male è che i cacciatori votano e le creature alate e non no.

    "Mi piace"

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