Mangiare la terra: Lisa Kemmerer in Italia

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Oggi 60 milioni di italiani condividono il loro spazio vitale con 136 milioni di polli, 8,7 suini, 6.1 bovini, 73,5 conigli, 25,2 tacchini.

galline ovaiole germania

Oltre il 50% dei cereali prodotti in Italia è destinato agli animali. A nutrili, farli ingrassare e poi mangiarli. Nel mondo gli animali da allevamento consumano oltre 635 milioni di tonnellate di cereali in un anno.

Cibo che potrebbe essere destinato a sfamare almeno parte degli 854 milioni di persone che nel mondo soffrono la fame. Se solo il mondo cambiasse regime alimentare e abbandonasse (o almeno riducesse molto) la carne.

Il 36% del territorio italiano è coltivato per sfamare questi animali. Macchine da carne.

Il 71% degli antibiotici venduti in Italia è destinato agli animali: siamo il terzo paese per quantità, dopo Spagna e Germania-

In un anno gli italiani consumano in media 78 chili di carne fra bovini, suini, pollame e ovini. Dal 1961 il consumo è quasi triplicato.

Dal 2009 è in discesa il consumo di carne bovina (sebbene ben 4milioni sono stati i bovini macellati nel 2014) ma aumenta quello di polli, galline e tacchine: 538 milioni gli animali macellati secondo i dati di due anni fa.

La carne, i latticini e le uova a basso prezzo sono un’illusione che il mondo sta pagando a caro prezzo. In termini di foreste cancellate, acque inquinate, cambiamento climatico.

mangiare-la-terra43_FotorLa consapevolezza che ciò che mangiamo è determinante per il futuro del pianeta è il cuore del denso libro “Mangiare la terra” della filosofa americana Lisa Kemmerer, tradotto da Cristina Pascotto, pubblicato dalle coraggiose Safarà edizioni di Pordenone e che sarà presentato per la prima volta in Italia sabato 17 settembre a Pordenonelegge (le altre tappe di Kemmerer sono a Torino, 18 settembre, Milano, 19 settembre, Bologna, 20, Ancora 21, Villorba di Treviso 22, Trieste 23).

Kemmerer fornisce dati inquietanti. Solo gli Stati Uniti , con il Brasile i maggiori produttori di carne al mondo, nel 2011 hanno consumato 12 miliardi di chilogrammi di carne dando forza a un’industria che al dettaglio ha un valore di 80 miliardi di dollari.

Non stupisce che il 70% dei cereali prodotti negli State siano destinati agli animali. Né che l’allevamento sia la più grande fonte di metano causata dall’uomo, responsabile di uno sbalorditivo 40% delle emissioni globali. Per non parlare del gas serra: qui si sale a quota 75%.

Impossibile riassumere la mole di dati e le conseguenti riflessioni che Kemmerer racchiude nelle oltre 200 pagine di questo libro. Basti dire che nulla si sottrae alla spietata fotografia di un mondo alla deriva. Incapace di fermare lobby e  industrie. Né la caccia, né la pesca “sostenibile”.

La deforestazione è una delle conseguenze degli allevamenti intensivi: fra il 1985 e il 1990 sono stati trasformati in pascoli 210 milioni di acri. Un’estensione pari a quella del Texas.

Il degrado del suolo è colpa del pascolo eccessivo. La mancanza di terra è frutto degli allevamenti che hanno bisogno di spazio, tanto spazio, campi da coltivare, tanti campi.

Un capitolo ad hoc la studiosa lo dedica alla caccia negli Stati Uniti. Al calo della fauna selvatica. All’inutile e dannosa caccia di selezione (penso ai Mustang selvaggi, decimati) o ai grandi predatori (soprattutto lupi grigi e orsi grizzly) che stravolge l’ecosistema.

Le fa eco su questo tema e con dati italiani alla mano, nella post fazione, Massimo Vitturi della Lav.

Ma ciò a cui più tiene Kemmerer è che si capisca quanto la nostra volontà di consumatori di prodotti animali influisca sull’ambiente. Problemi ambientali che derivano dall’allevamento degli animali, dall’industria ittica e dallo sfruttamento dei mari, dalle politiche e pratiche della caccia.

Lisa-KemmererC’è un necessario fil rouge che unisce ambientalismo e animalismo. Ma il più delle volte animalisti e ambientalisti sembrano non accorgersene.

E un legame forte c’è anche con il femminismo. Con l’ecofemminismo, ecofeminism come lo definisce Carol Adams, che Lisa Kemmerer chiama in causa – e che purtroppo in Italia il movimento delle donne e la riflessione femminista poco ha analizzato.

Femminismo, ambientalismo, animalismo. Le tre facce della stessa medaglia.

“Mangiare la terra”, spiega Kemmerer, “ è stato scritto per chiunque abbia a cuore gli animali, la salute umana e il crescente costo dell’assistenza sanitaria, lo smantellamento del sistema di oppressione (o semplicemente il dare da mangiare agli affamati) o voglia adempiere a impegni religiosi e proteggere e guarire ì’ambiente”.

Scritto per tutti.

 

 

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