Gli animali vanno in paradiso

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“Una fetta della mia vita sento ch’è passata ora che la gatta non c’è più a tenere insieme gli anni come il filo di una collana. Mi appare il suo fantasma piccolino, sulle poltrone, o sul frigorifero ove consumava al sicuro i suoi lentissimi, intermittenti e sofistici pasti, e sento il suo saluto grazioso, e il rumore dei sassolini pestati dal suo passo quando mi seguiva qua e là. Ogni uomo in qualche cosa ha peccato è si è reso meno grato; ma un animale non può mai essere indegno dei nostri sentimenti. Spero che nei sogni mi verrà ancora sulle ginocchia, perché i sogni sono oltre l’Acheronte e i morti vi possono entrare senza che Orfeo debba trarli fuori con incantesimi e musica”.

Avevo imparato a conoscerlo grazie a Gabriella Caramore e al suo Uomini e Profeti. Ascoltavo rapita la sua voce, le sue teorie dolci, il suo grande amore per gli animali. Uguali a noi umani davanti a Dio.

Paolo De Benedetti se ne è andato qualche notte fa. Il teologo degli animali lo chiamavano. E quelle frasi con cui apro queste righe dedicate alla morte della sua amata gatta, credo parlino da sole del rispetto e dell’amore che Di Benedetti aveva per tutti gli esseri viventi.

“Si tratta di vedere, nel rapporto tra uomini e animali, una scelta che risale a Dio. Non si può annullare uno dei due”, aveva scritto lo scorso maggio sul Corriere della sera.

copertinaAggiungendo che «il credente deve avere la consapevolezza che sia la vita dell’uomo sia la vita dell’animale sia la vita dell’albero sono tutte forme che dimostrano come Dio, nei rapporti con il creato, abbia come strumento fondamentale — direi addirittura come scettro di governo — la responsabilità dell’uomo verso il creato».

Paolo De Benedetti avrebbe compiuto 89 anni il prossimo 23 dicembre. Resterà nel nostro cuore per la sua `Teologia degli animali´(2007), che pone uomo e animali sullo stesso piano rispetto alla possibilità di salvezza eterna, anche se ribadisce la superiorità dell’uomo rispetto al resto del creato.

«Il credente – spiegò in un’intervista – deve ricordarsi che Dio gli ha dato un rapporto con Lui che nessun’altra creatura ha. Ma è proprio questo rapporto a renderlo responsabile e non onnipotente nei confronti del creato. Spetta alle religioni farlo capire.»

Non mi resta che riprendere in mano la sua Teologia e affiancarci un altro libro appena pubblicato da Sonda, “In paradiso ad attenderci”.

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. marilenameo ha detto:

    Non so se c’è un paradiso per gli umani, ma sono sicura che c’è un paradiso per gli animali , ed è lì che vorrei andare un giorno.

    Mi piace

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