L’attimo fuggente della durata

il

Confesso che non mi è facile, ogni mattina, buttarmi giù dal letto all’alba per pulire e foraggiare (è proprio il caso di dirlo) le ragazze equine.

Le due amiche
Le due amiche

Soprattutto quando è inverno e fuori la luce non arriva mai. Quando piove come in questi giorni. Quando la temperatura va sotto lo zero. Quando il fango mi incolla gli stivali alla terra argillosa.

Mi pesa vestirmi come un palombaro. A strati. Cappello ficcato giù in testa. Sciarpe e contro sciarpe. Guanti che mi proteggano davvero le mani.

E poi vestire Vanda: impermeabile quando piove, cappotto quando fa freddo. A differenza di me lei freme ogni mattina per la galoppata quotidiana. Anche se, quando le notti sono lunghe, mi guarda stralunata dalla cuccia e si vede bene che non vorrebbe alzarsi almeno fino a quando non sarà giorno.

PiccolaMaggy _Stella_Nina

Ma ogni mattina il miracolo si ripete. In modo diverso, ma si ripete.

Oggi, per esempio, si intravedevano il monte Grappa coperto di neve e poco più a est il Cansiglio, già illuminati dal sole.

I campi erano popolati di Garzette e qualche airone bianco. Un airone grigio stava paziente su una zampa a bordo di un fosso, in attesa di un gamberetto solitario. I gabbiani, arrivati fin qui dal mare, si urlavano la felicità del nuovo giorno. Mentre un Martin Pescatore volava a qualche centimetri dall’acqua del fosso.

Piccola Maggy

E loro, eccole lì in fondo al campo. Insieme. L’asina Rosa che stava giocando con la Nina. Stella solitaria come sempre e la Piccola Maggy in una sessione di rotoloni in pieno fango.

Sono entrata in silenzio nel loro mondo. Non volevo disturbarle e non volevo farmi vedere. Pulire e sistemare senza averle attorno che vengono a vedere cosa sto facendo, che mi fanno cadere le scope, mi rubano il cappello dalla testa (questa è Rosa) mi fa risparmiare tempo e fatica.

Ma oggi, mentre spazzavo e tiravo su le fiande (pesantissime) ho visto le orecchie di Rosa diventare lunghe un metro e rivolgerle nella mia direzione.

Mi aveva visto. Mannaggia: agli asini non sfugge mai nulla. Sono guardiani del loro territorio più dei cani.

In un battibaleno si è sparsa la voce nel piccolo branco equino. In un frastuono di pozzanghere, qualche scivolata nel fango, nitriti sommessi di saluto, le ragazze si sono messe al galoppo e in pochi secondi mi hanno circondato. Annusandomi e toccandomi col naso.

Rosa e Macri
Rosa e Macri

Lo so, sono interessate. Sanno che quando mi paleso c’è sempre il fieno che arriva. E magari anche qualche carota e qualche mela.

Ma voglio convincermi che corrono da me perché mi amano. Perché faccio parte del loro branco.

E con loro attorno, come in un girotondo, la felicità ha finalmente il sapore cristallizzato della durata.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. paulinawar ha detto:

    Gentile Signora Macrì io sono CERTA

    Mi piace

  2. paulinawar ha detto:

    che le vengono incontro anche perchè la amano!!

    Mi piace

  3. zoelagatta-d ha detto:

    Grazie Paulina….ma sono quattro amabili ruffiane quelle lì! Illudiamoci….

    Mi piace

  4. marilenameo ha detto:

    Anch’io sono certa che le loro richieste di attenzioni siano per le coccole in primis, certo poi anche le leccornie. Io sfamo i mci di una colonia e ce ne sono alcuni che prima del cibo pretendono le coccole!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...