#Grecia / Fatta…ecco la mia bella gamba nuova e tutta rosa

Non era previsto che il mio grosso grasso e spericolato anno greco cominciasse con un intervento chirurgico.

Cinque ore di operazione per mettere mano, e ferri, al mio ginocchio sinistro.

In un pomeriggio mi hanno sistemato legamenti, rotula, menisco, tendine e ovviamente asportato quell’escrescenza fastidiosa prodotta da un’artrosi, dicono, molto rara per la mia età, e che in poche settimane mi ha ridotto in questo stato.

Il dottore che mi ha operato è un po’ buffo. Ma parla abbastanza bene l’ italiano perché ha vissuto i suoi primi dieci anni di vita a Brescia. Per i miei umani è stata una manna, perché se è impossibile capirci in greco e anche molto difficile spiegare (e capire) certe cose in inglese.

Il mio dottore si chiama Sergio, è specializzato in ortopedia, ha una piccola clinica a Nea Smyrne, in centro ad Atene, e una fantastica giovane aiutante, Joanna, che mi ha accarezzato e baciato per tutto il pomeriggio. Sergio e Joanna sono sempre al lavoro anche perché  aiutano i miei simili e i volontari della Greek Animal Rescue.

Ecco perché, mentre aspettavo che mi facessero un bel tranquillante – ne avevo bisogno, anche se la mia umana aveva insistito a spararmi in bocca una confezione intera di granuli di arnica e mezza boccetta di Rescue Remedy… – ho visto arrivare un gattone rosso che era stato investito e un cane bianco e nero con un infarto.

Assieme a Sergio e Joanna attorno al tavolo ho visto altre due ragazze e un uomo che ho capito essere il braccio destro del primo veterinario.

Mi sono affidata a loro, come faccio sempre. Ho avuto fiducia in loro, come faccio sempre con tutti. Sono sempre convinta che qualsiasi cosa gli umani facciano, sia per il mio bene. Questa volta ho qualche perplessità, ma ho sentito i vet dire ai miei umani che sono proprio un “bravo cane” e che sono stata molto collaborativa.

Non so bene cosa significhi, ma so che quando un umano di cui mi fido mi chiede di fermarmi, di non andare in mezzo alla strada, di non muovermi etc etc, io ubbidisco. Sono fatta così. Da quando non c’è più Vittorio, che mi manca tanto, ho smesso di fare la piccola e dalla sera alla mattina sono diventata responsabile di me stessa e dei miei umani. La prima cana di casa insomma. Prima ero convinta che ci pensasse Vittorio a queste incombenze. In fondo era più grande di me.

Siamo arrivati a casa alle 11 di sera. Qui in Grecia tutto è spostato verso la notte. Il mio vet, mi ha raccontato Joanna, opera dal pomeriggio a notte fonda. Poi va a casa verso le 4 della mattina. Così la clinica è aperta dalle 14 in poi. Così è.

Ho pianto in macchina. E ho pianto anche a casa. Un po’ perché avevo male, un po’ perché mi scappava la pipì e non mi lasciavano mettermi in piedi e io addosso non la faccio, un po’ perché non capivo cosa mi stava succedendo. In più avevo, e ho ancora, una strana sensazione alla gamba. Che è anche tutta rosa. Ho sentito dire che dentro ho un pezzo di titanio. A qualcosa servirà immagino.

Neppure l’antidolorifico mi ha fatto sentire meglio. Ho pianto ancora. L’unica cosa che ha funzionato sono state le carezze del mio umano. Tutta la notte vicino.

Forse non è che avessi meno male, ma di sicuro avevo meno paura. Ve l’ho già detto. Io mi fido. 

Anche se la pipì ho dovuto tenermela tutta la notte. E’ frustrante anche per noi cani farcela addosso. La frustrazione verso un corpo che non risponde come dovrebbe non è un sentimento a esclusivo appannaggio degli umani. Anche noi ci sentiamo frustrati ogni tanto.

Pensate a me: trasportata dentro un asciugamano che sembrava un’amaca dondolante, sollevata da un’umana che aveva più bisogno di me di essere aiutata e rincuorata, adagiata sopra un panno (!!!) per cuccioli piscioni. Una vergogna totale. Mai e poi mai avrei bagnato me stessa e la  mia cuccia di pipì.

Passerà anche questa strana gamba rosa….da oggi in poi, quella che vi racconterò sarà una  Grecia al rallentatore e racchiusa in un piccolo spazio geografico.

Ricomincerò domani, con la mia pipì e un inatteso incontro nel giardino di casa.

 

 

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