Greenhill e Udine, la legge dalla parte degli animali

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Due importanti atti giudiziari, ieri, a favore degli animali e nel rispetto delle leggi che li tutelano. Il primo a Brescia (per la vicenda di Greenhill), il secondo a Udine (riguardo il traffico di cuccioli).

NoGreenHillAnimalicidio e maltrattamento
(quindi articoli 544 bis e ter del condice penale) in concorso: questi sono i reati contestati dalla Procura di Brescia a Ghislaine Rondot, Roberto Bravi e Renzo Graziosi, rispettivamente legale rappresentante di Green Hill 2001 srl, direttore e veterinario responsabile dell’allevamento di Montichiari dei beagle destinati alla vivisezione.

Oltre a loro è stato rinviato a giudizio anche Bernard Gotti della holding Farms group (di cui fa parte Green Hill 2001 srl), autore del prontuario con  le linee guida per la gestione del canile, che, secondo quanto riportato da alcuni giornali lo scorso agosto, sarebbe una sorta di “manuale degli abusi che spiegava come violare le regole”.

La chiusura delle indagini a carico dei responsabili dell’allevamento rappresenta una tappa fondamentale per fare finalmente chiarezza su quanto avveniva dietro quel filo spinato, dicono i legali della Lav che stanno seguendo la vicenda fin dai primi giorni.

Un altro passo, quindi, verso la chiusura definitiva dell’allevamento, dopo la conferma del sequestro preventivo da parte del Tribunale del riesame di Brescia.

7670_traffico2Sempre ieri, il tribunale di Tolmezzo, in provincia di Udine, ha inflitto due importanti condanne senza concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena  a due uomini che nel 2008 trasportarono 22 cuccioli all’interno di un’auto in precarie condizioni di salute.

I due uomini, entrambi pregiudicati della provincia di Roma, sono stati condannati per 544 – ter a 6 e 4 mesi di reclusione per avere, in concorso tra loro, per crudeltà e senza necessità, sottoposto i cagnolini (tutti cuccioli di un paio di mesi al massimo) a comportamenti o fatiche insopportabili per le loro caratteristiche etologiche o comunque averli sottoposti a trattamenti che procuravano un danno alla salute.

I cagnolini erano stati trovati dai carabinieri  della compagnia di Tarvisio stipati nel bagagliaio del veicolo, stretti in 6 gabbie, in condizioni igieniche precarie: lettiere e pelo sporchi di escrementi e senza né cibo né acqua.

“Siamo soddisfatti per questa condanna e per la confisca degli animali che ne è conseguita – ha spiegato Ilaria Innocenti responsabile nazionale del Settore cani e gatti LAV – questo è un classico caso che mostra la grande sofferenza cui sono sottoposti tanti animali strappati precocemente alle loro madri per affrontare lunghi viaggi in condizioni precarie e che recano pregiudizio alla loro salute. Ci auguriamo che anche questa importante condanna faccia riflettere i cittadini su come l’adozione da un canile sia sempre da preferire all’acquisto.”

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