La gatta della Siberia

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Kiki a caccia sotto il tappeto
Kiki a caccia sotto il tappeto

Quante volte faccio le scale qui a casa mia non ve lo so dire. Perché da  quando è iniziata l’estate qui è caccia grossa.

La Kiki, vera tigre della Siberia, passa tutte le sue giornate, 24 ore su 24, a cacciare in giardino.

E a portare le prede in casa. L’urlo che annuncia la caccia fortunata è simile a un miagolio profondo e quasi dolente.

Serve a chiamare a raccolta l’altra gatta di casa, la pigra e pelosa Olga, a farle ammirare la preda e a insegnarle che un gatto non  dovrebbe dormire tutto il giorno.

Appena sento l’urlo di vittoria, mi precipito anch’io giù dalle scale (ho lo studio al primo piano) e mi metto a caccia di Kiki e preda.

Le vittime più gettonate sono le lucertole
. Diciamo che più della metà le salvo. Le deposito docilmente in giardino e loro fuggono…anche se ormai prive di coda (ma ricrescerà).

Poi ci sono i topini di campagna, piccoli piccoli e che non mi destano particolare ribrezzo. Qui riesco a salvarne tre su dieci. Quando arrivo di solito sono già defunti e perdono ogni interesse agli occhi della mia feroce gatta della Siberia.

Qualche volta la cacciatrice incallita si presenta anche con un tordo o un merlotto. Ci ho provato tante volte a salvarli. Ma erano sempre feriti a morte dai piccoli denti velenosi della tigrotta domestica.

lucertolaL’apoteosi della caccia, purtroppo per me, Kiki l’ha raggiunta una settimana fa. Già la provenienza dell’urlo indemoniato mi aveva preoccupato: camera mia. In punta di piedi sono entrata e la visione è stata quasi tremenda. Sul letto, in mezzo ai cuscini e a due gatte estasiate, c’era uno scuro biacco. Un serpentello di campagna. Del tutto innocuo, d’accordo, ma trovatevelo voi in mezzo al letto e al suo sangue.

Avrei voluto fotografare la scena, ma il timore che la serpe potesse in qualche modo fuggire (non avevo ancora realizzato che era morto) mi ha spinto a prendere il coraggio a mille mani, raccoglierlo con una salvietta e gettarlo in guardino. Dove sia atterrato non è dato a sapere.

Kiki la selvaggia rimane sempre male quando le tolgo letteralmente le prede di bocca. Ma spero possa capire che fra le tante specie animali che popolano la mia casa, c’è anche quella umana che preferirebbe non vedere torture e uccisioni sotto il suo tetto.

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