La mattanza delle galline

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Galline_gabbiaA Ostellato, nel ferrarese, sono 128mila. A Modrano nel Bolognese 586mila. A Portomaggiore, sempre ferrarese, sono 18mila (questa volta tacchini). A Occhiobello, provincia di Rovigo, fanno 220mila.

In pochi giorni un milione fra galline ovaiole e tacchini sono stati uccisi. Ammassati in gabbie comune e inceneriti. Una mattanza. Sono tutti colpevoli di aver contratto il virus sottotipo H7N7, meglio conosciuto come aviaria o influenza dei polli.

Cosa sta succedendo? I non vegetariani cosa stanno mangiando? Perché il virus ogni tanto riprende forza?

lavQuel che è sicuro è che, come dicono gli esperti della Lav (leggetevi il loro dossier datato 2010), “l’allevamento intensivo, ultra-intensivo, di polli, galline e tacchini sta all’influenza aviaria  come benzina per il fuoco”.

Mettere al bando gli allevamenti ultraintensivi in gabbie di batteria (più piccole di un foglio A4) dei circa 40 milioni di galline ovaiole è quindi di primaria importanza.

Non solo per la salute di questi animali ma anche per i consumatori.

Secondo gli ultimi dati della Lav, nel mondo gli studiosi hanno contato almeno 83 passaggi del virus  dagli animali all’uomo, un decesso, quattro casi di passaggio di secondo livello, ossia da uomo a uomo, e il virus dei polli è stato individuato anche nei maiali.

Il rischio è che, mutando continuamente, il virus riesca alla fine ad adattarsi all’uomo e a scatenare una pandemia di influenza, così come è accaduto in passato con la Spagnola e l’Asiatica.

“Quello che i virologi di tutto il mondo si aspettano”, spiegano gli esperti della Lav, ” è una sorta di Big One dell’influenza, ed hanno anche stabilito un termine massimo dell’arrivo di questa grande ondata influenzale: entro il 2017, se nulla verrà fatto per mettere fine all’allevamento intensivo di questi animali”.

galline2Avete mai visto, annusato, ascoltato un allevamento intensivo di polli? Fatelo e non li mangerete più.

Li chiamano allevamenti industriali integrati. Producono galline ovaiole, incubatoi delle uova, pulcini. Si occupano di macelli, industria di lavorazione, logistica e commercializzazione.

Decine di migliaia di volatili stanno rinchiusi in capannoni senza mai vedere la luce del giorno. In un frastuono infernale.

24 ore su 24 mangiano quello che trovano per terra perché le luci non si spengono mai. Vivono, o meglio sopravvivono per un mese o poco più, in 10-15 per metro quadro.

Le condizioni igieniche sono terribili. Zampettano sulle loro deiezioni e per non ammalarsi mangiano antibiotici dal primo all’ultimo giorno della loro breve, insalubre e sofferente esistenza.

L’unico obiettivo degli allevatori e del “mercato” è farle ingrassare il prima possibile e velocemente portarle sul banco del macellaio. Arrostirle per le gastronomie. Presentarle sui piatti di ignari e stolti consumatori.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. marilenaluna ha detto:

    Scusate ma se questiallevamenti possono essere pericolosi anche per la salute umana a me non fa un baffo! capisco che sia un’utopia sognare un mondo vegano ma da questo all’ingordigia sfrenata dell’uomo ce ne corre. basta vedere le mille e mille sagre che si tengono solamente in Veneto, oltre usare animali per le più diverse e stupide gare non manca mai la griglia sulla quale ininterrottamente per giorni si cuociono migliaia di cadaveri!

    "Mi piace"

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