Il pianto del ranger di fronte agli elefanti mutilati

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Kenja, l’elefante è lì. A terra. Morto, Orrendamente mutilato dai bracconieri. Poco distante c’è la sua famiglia, altri quattro elefanti di cui uno di 15 anni. Tutti morti. Tutti mutilati per portare via le preziose zanne.

Di fronte a questi corpi senza vita non ce la fa a resistere un ranger. E piange, disperato. Impotente di fronte a tanta crudeltà. Lui e la sua squadra sono arrivati in ritardo. Non hanno potuto salvarne nemmeno uno.

Le zanne, estratte dopo avere devastato il corpo, sono a pochi metri di distanza.

Purtroppo l’intervento dell’unità speciale di protezione della fauna selvatica, non è riuscita a fermare la banda di criminali. Ai Rangers non è rimasto altro da fare che prendere atto della situazione, provvedendo a raccogliere quanto lasciato dai bracconieri.

Nei confronti delle autorità Kenyote e del Presidente del paese in modo particolare, è attualmente in corso una petizione internazionale che chiede interventi decisi oltre che dichiarare il bracconaggio “emergenza naturale”.

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