A Cipro, Malta, Brescia contro l’uccellagione

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Le parte meridionale dell’isola di Cipro, di lingua greca e dal 2004 membro dell’Unione Europea, si è guadagnata negli ultimi anni la triste nomea del paese col più alto tasso di bracconaggio in Europa.

Grazie a quell’incredibile flusso migratorio in primavera e autunno che passa nei cieli. Così i ciprioti  hanno da sempre  riempito ogni albero dei loro giardini di bastoncini di vischio e reti.

Vittime ignare sono le capinere, le  bigiarelle, bigie grosse, luì, pigliamosche e balie. Ma anche cince, rigogoli, averle, gruccioni, upupe, ghiandaie marine, cuculi, gheppi, falchi cuculo, albanelle e gufi.

Gruccione nel vischio
Gruccione nel vischio

Nessuno ha scampo da quelle terribili trappole. Ad essere vendute ai ristoranti per prezzi elevati sono le piccole silvie, mentre gli uccelli più variopinti vengono venduti come animali da gabbia e tutti quelli non interessanti uccisi sul posto e buttati via. Nel solo 2008 si sono calcolati ben 775.000 uccelli uccisi dai bracconieri.

Per combattere questa piaga ogni anno l’organizzazione Cabs, comitato contro l’uccellagione, organizza campi di volontari contro il bracconaggio.

Non solo a Cipro, ma anche a Malta e, in Italia, in particolare nelle valli di passo bresciane, in Sardegna e in Campania.

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