Verso la sesta estinzione di massa

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The Sixth Extinction : Una storia innaturale della giornalista e scrittrice statunitense Elizabeth Kolbert ha vinto il Premio Pulitzer, assegnato martedì, per la sezione non fiction.

Un premio che suona come un avvertimento: la nostra specie sta correndo veloce verso l’estinzione.

Un’estinzione che sarà la sesta estinzione di massa da quando esiste il mondo. Con una differenza: le cinque estinzioni precedenti sono state causate da impensabili cambiamenti climatici del pianeta.

La causa di questa sesta ha nome e cognome: la specie umana. In altre parole, è causata da noi.

copertina“Le qualità che hanno fatto di noi umani la specie che siamo – racconta Kolbert – la nostra inquietudine, la nostra creatività, la nostra capacità di cooperare per risolvere i problemi e completare compiti complessi ci stanno portando a cambiare così rapidamente e profondamente il pianeta che le altre specie non trovano più un ambiente per poter sopravvivere”.

Kolbert racconta di Kinohi, un corvo delle Hawai, un uccello molto simpatico e carismatico.

C’è allevamento di corvi della sua specie a Maui e Kinohi dovrebbe essere l’uccello più importante per la riproduzione. Ma lui non ci sente.

Così a un certo punto venne portato all’ospedale veterinario dello zoo di San Diego. Venne trattato come un re  e una fisiologa della riproduzione  trascorreva con lui molte ore accarezzandolo. Sperando in qualche modo di fargli ritrovare l’istinto a riprodursi.

Ma Kinohi continua a essere dello stesso parere: non vuole accoppiarsi. Il problema, dicono gli esperti, è che Kinohi non si sente corvo. Pensa di essere un umano. Così le giovani corve non lo interessano.

“Quella storia sembrava riunire tutte queste qualità dell’essere umano” dice Kolbert: si stanno facendo enormi sforzi per cercare di salvare almeno alcuni pezzi del mondo naturale che nel frattempo continua ad essere sotto assedio. Noi facciamo e noi disfiamo. Qualcuno distrugge, altri cercano di ricostruire.

Sforzi a parte, quale sarebbe la prova che stiamo vivendo un’estinzione di massa paragonabile a quella alla fine del periodo Cretaceo, quando un asteroide spazzò via i dinosauri e tre quarti di tutte le specie sulla Terra?

Non è facile stabilire cosa determina ogni singola minaccia di estinzione. Né quale sia il tempo che ci separa fra oggi e la definitiva scomparsa delle specie.

Ci riusciamo un po’ con i mammiferi, molto poco con gli insetti e gli invertebrati.

In più con le specie animali abbiamo un atteggiamento schizofrenico: li costringiamo a migrare essendo noi la causa dei cambiamenti climatici e al tempo stesso rendiamo difficile se non impossibile questi m0vimenti necessari alla salvezza.

Noi non stiamo solo scaldando il mondo, stiamo abbattendo la foresta pluviale. Non stiamo solo abbattendo la foresta pluviale, ma ci stiamo muovendo come specie invasiva nella foresta pluviale.


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