Gorgona, dove l’utopia è realtà

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C’è un’isola nel mare davanti a Livorno dove il carcere non ha sbarre. Dove i settanta detenuti vivono all’aperto, fuori dalle celle. Dove gli animali vivono liberi e non vengono macellati. Dove, per diventare persone migliori, si coltiva la terra nel rispetto delle sue dinamiche e si amano gli animali. Dove, per curare, da oltre vent’anni si usa l’omeopatia.

Quell’isola è Gorgona.

gorgona

«Restituire persone migliori», sta scritto su un cartello che accoglie i visitatori  di quest’ ultima isola-penitenziario italiana, la più piccola dell’arcipelago toscano, la più profumata con tutti quei pini, lecci, macchia mediterranea e perfino una varietà autoctona di olivo, la “Bianca di Gorgona”.

Nonostante le difficoltà, soprattutto economiche, l’obiettivo del direttore del carcere e dei collaboratori è fare di Gorgona «un’isola dei diritti, dello Stato, dei detenuti e anche degli animali».

Ne è convinto Marco Verdone, il veterinario che dal 1990 lavora Gorgona e che di questa esperienza ha scritto due libri: Il respiro di Gorgona – Storie di uomini, animali e omeopatia nell’ultima isola carcere italiana,Libreria Editrice Fiorentina, e Ogni specie di libertà – Carta dei diritti degli animali dell’isola di Gorgona. Il sogno di un mondo migliore per tutti i viventi, Altreconomia edizioni, 2012).

Grazie a un progetto di crowdfunding, il terzo è uscito in questi giorni, L’isola delle bestie (lo ha pubblicato Marotta e Cafiero, una casa editrice indipendente gestita da giovani  coraggiosi di Scampia) che sarà presentato il 22 maggio a Padova.

Gorgona oggi è ancora un importantissimo “luogo di sperimentazione”. Dove hanno trovato spazio nuove forme di convivenza tra umani e animali, di cui hanno beneficiato sia questi ultimi sia gli umani detenuti sull’isola, che attraverso tale convivenza hanno imparato, tra l’altro, il rispetto per i più deboli.

Ma “Progetto Gorgona” è anche in pericolo: è stato messo fortemente a rischio dalla decisione dell’amministrazione penitenziaria di bandire una gara per dare all’esterno le attività produttive, dando così in gestione a un soggetto privato anche gli animali presenti sull’isola.

Se accadesse ciò che fine farebbero tali animali, tra cui quelli, come la maialina Bruna, salvati dalla macellazione mediante un provvedimento di grazia caratterizzato da un altissimo valore simbolico?

Mentre Essere Animali ha lanciato un appello con raccolta firme,  Il Governo «è impegnato a valorizzare e promuovere buone pratiche come l’esperienza di reinserimento e recupero dei detenuti del carcere dell’isola di Gorgona attraverso attività con animali domestici».

Lo ha stabilito il punto 21 della Mozione firmata da 23 senatori fra i quali Amati, Cirinnà, Fissore e Granaiola (PD), Mazzoni e Bonfrisco (Forza Italia), De Petris e Petraglia (Sel), Schifani (Ncd), Repetti (Gruppo Misto), che è stata approvata martedì 5 maggio, con 170 voti a favore e solo 3 voti contrari, dal Senato.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. paulinawar ha detto:

    Non conoscevo questa bellissima realtà, peccato che andando avanti con la lettura si dice che sia messa in pericolo. Ho firmato la petizione, spero tanto che tutto resti così com’è ora perchè, forse, è una delle poche cose belle e buone rimaste.

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  2. zoelagatta-d ha detto:

    Leggi i libri del veterinario: scoprirai un mondo. Speriamo che finisca tutto bene…

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