Presidio a Milano contro la mattanza dei cetacei alle Faroe

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Tutti in piedi, Stand Up, contro la mattanza in corso alle Isole Faroe e per gli attivisti di Sea Sheperd – fra cui due italiane, due venete: Marianna Baldo di Bassano del Grappa e Alice Rusconi Bodin di Crespano del Grappa – che fra il 23 luglio e il 12 agosto sono stati arrestati e messi sotto processo dal Governo della Danimarca per aver “disturbato”, purtroppo non impedito, la mattanza dei cetacei.

Marianna Baldo è già stata espulsa dal paese.

L’appuntamento è per domani, sabato 22 agosto, in piazza San Carlo, Milano dalle ore 14  alle 17.

Nel mare tra la Gran Bretagna e l’Islanda, le Isole Faroe sono un protettorato danese. Ogni anno su queste isole avviene una mattanza di cetacei (globicefali) chiamata Grindadráp (o Grind).

I globicefali sono una specie protetta dalla Convenzione di Berna sulla Conservazione e Tutela delle Specie Migratorie. La Danimarca è uno degli Stati firmatari della Convenzione ma,  nonostante ciò, supporta attivamente questa mattanza, arrivando persino a dispiegare unità navali militari a protezione.

Sea Shepherd è da anni attivamente impegnata nelle isole, là dove il mare diventa rosso di sangue, per fermare il massacro. L’obiettivo è sempre lo stesso: salvare la vita al maggior numero possibile di cetacei e documentare ciò che accade per informare il mondo, attraverso immagini e testimonianze, esercitando una pressione continua sulle istituzioni governative europee e sui media internazionali affinché questa barbara tradizione termini di esistere una volta per sempre.

Durante la campagna 2015, tutt’ora in corso, l’attività di Sea Shepherd sul campo è stata contrastata con una serie di leggi (della Danimarca, varate nel 2014) che mirano a impedire l’azione dei volontari nelle aree dei massacri: 12 volontari sono stati arrestati.

Il presidio di sabato 22 agosto si inserisce nel contesto di una serie di eventi internazionali che hanno visto manifestazioni in Nord e Sud America, Australia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Lussemburgo, Belgio e altri Paesi si stanno unendo a questa serie di eventi realizzati sotto il logo #STANDUP250.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. marilena2946 ha detto:

    Quanto siamo ipocriti noi “umani”! Le ragazze accusate di aver “disturbato”…da cosa? Disturbato una strage inqualificabile e ingiustificabile, alla faccia della “civiltà” dei paesi nordici.

    "Mi piace"

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