Salvi! Storie di rifugi e speranze per un nuovo mondo

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“Gli animali vengono verso di noi” scriveva Wittgenstein. Come a dirci, incontriamoli prima che sia troppo tardi.

occhio cavallo

Andiamo a vedere mucche, maiali, galline, tacchini, conigli, pecore, capre, cavalli. Andiamo a incontrarli dei rifugi.

Portiamoci i nostri figli nei rifugi. In quei luoghi che sempre di più nascono in Italia e nel mondo (i primi sorsero negli Stati Uniti negli anni ’80) per dare una casa a tutti quegli animali vittime di un mondo specista che per loro aveva considerato solo sfruttamento e morte.

E’ molto più di un libro o di un manifesto questo “Salvi!” curato da Valentina Sonzogni e pubblicato nella collana Animalia dalla coraggiosa casa editrice di Pordenone, Safarà.

occhio_mucca

Molto di più di un libro questo libro che ho fra le mani. E’ la base di un racconto che mai finirà sugli animali cosiddetti da reddito (e non solo quelli) che per la nostra società non hanno né nome né anima. Sono solo merce e prodotti da utilizzare fino alla fine e poi da mangiare.

Valentina Sonzogni fa un viaggio di ascolto in quella che può essere definita come la prossima “frontiera teorica”, la rappresentazione della radice emotiva del movimento animalista e di tutti coloro che vogliono davvero amare e rispettare i nostri compagni animali. Nel nome di un radicale antispecismo.

“I rifugi per animali sono uno dei rari luoghi al mondo in cui si può seriamente affrontare la domanda su cosa può diventare il rapporto animale-uomo in un futuro che noi non vedremo”, scrive Sonzogni riportando il pensiero del filosofo canadese Will Kymlicka.

copertinaQuel che è certo che a trent’anni dalla loro nascita oggi ai rifugi si impone un salto di qualità che dovrebbe però essere sostenuto da leggi e provvedimenti che oggi non esistono, che sono limitati o che antepongono gli interessi dell’animale-uomo al benessere di ogni altra specie.

Se ne parla molto di questa esigenza nel movimento animalista. E le voci sono anche discordanti.

“Emerge”, spiega Sonzogni, “la necessità di una trasformazione dei rifugi da luoghi trainati dall’iniziativa personale a realtà più articolate che includono la conoscenza etologica degli animali ospitati, la vera comprensione di cosa significhi inseguire degli ideali libertari nella società e la presa di distanza da una liberazione a tutti i costi, azione che implica la sostituzione  immediata degli animali liberati con dei loro simili, a loro volta da sfruttare, e il conseguente sovraffollamento dei rifugi”.

Il viaggio di Salvi! inizia da un Cras (quello di Ficuzza), un centro di recupero di fauna selvatica, luogo di vita e speranza, ma anche foriero della possibilità di conoscere quella fauna selvatica che troppo poco ancora proteggiamo.

E continua  alla Fattoria della pace Ippoasi, alla comunità alle porte di Roma The greenplace, attraversa La collina dei cavalli dove Angelo Falletta si ostina a recuperare e salvare questi animali a metà strada fra reddito e affezione, si nasconde nella tana di Bruno, l’orso del parco di Cavriglia. E ancora incontra il rifugio di Torreano e il Parco dell’Abatino, soffermandosi sul Progetto Quasi.

Appuntamento con Salvi! venerdì 10 giugno  alle 16.30 a Roma in occasione  convegno voluto dalla Lav “Stati generali del recupero degli animali salvati non a fine di lucro”.

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