Alla ricerca del Gufo reale

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Non sono solo i grifoni ad aver ripopolato il Friuli Venezia Giulia, una regione che, forse per via della vicina e selvaggia Slovenia, è diventato un luogo importante per la biodiversità.

Anche il gufo reale in queste terre (e mari) sta diventando di casa.

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E’ della scorsa estate la scoperta che questo rapace notturno, affascinante e protetto, ha scelto le falesie di Duino, a pochi chilometri da Trieste, per nidificare.

Con buona pace di Rilke, che qui amava passeggiare e che qui ha una passeggiata intitolata al suo nome, il Gufo reale qui caccia e si riproduce dopo essere stato di passaggio per alcuni anni.

Il rapace oggi è presente anche sul Carso triestino con alcune coppie che nidificano tra gli ambienti rupestri della Val Rosandra e alcune cave di pietra in zona comunque protetta.

Volando via per alcuni chilometri, si ritrova il gufo reale nella riserva del lago di Cornino e nelle valli del Natisone. Proprio qui, nel 1994, è stata segnalata la nidificazione di un altro speciale rapace notturno: l’Allocco degli Urali.

Mentre gioiamo della presenza e del ritorno di questo magnifico rapace (che può avere un’apertura alare di quasi 2 metri) l’Unesco (su richiesta del Governo italiano) lo scorso dicembre ha proclamato la falconeria patrimonio dell’umanità.

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Con buona pace degli animali e dei loro diritti.

Perché ben si sa che i rapaci usati per la falconeria (gufi compresi) vengono privati dei loro comportamenti naturali (a loro rimane solo l’istinto di cacciatore…ma su comando) e sono costretti a vivere in condizioni non naturali.

I rapaci vengono allevati a mano e per questo sottratti ai genitori appena dopo dopo la schiusa delle uova perché agisca quel misterioso processo di imprinting che fa credere loro che è l’umano il proprio simile.

Anche se non ha le ali e non sa girare la testa come solo i gufi sanno fare. Da quel giorno, in cambio di cibo, la loro vita sarà racchiusa in piccole gabbie o legata a un tronco o su un posatoio apposito.

Una vita spesso al buio con quel cappuccio in testa che li piega alla sottomissione. Non solo devono dimenticare di essere animali fieri, ma anche di essere vita degna di essere vissuta.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. sayurio ha detto:

    La falconeria Patrimonio dell’umanità?? Qualcosa non ha funzionato nell’evoluzione di alcuni individui appartenenti alla specie Homo Sapiens.

    Mi piace

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