Bergamo, contro l’allevamento di visoni

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Appuntamento sabato 16 marzo , dalle 9.30 alle 12 con la LAV ad Antegnate (seguite la strada 11, Cascina San Rocco) in provincia di Bergamo. Per contestare l’imminente apertura di un nuovo allevamento di visoni.

Un visone
Un visone

Per chi non può partecipare al presidio, è possibile aderire alla campagna della LAV contro gli allevamenti di animali da pelliccia, scrivendo al Sindaco di Antegnate.

In questi giorni l’attività di allevamento di animali per la loro pelliccia è stata messa al bando anche dalla Slovenia, così come già fatto da Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia, Austria, Croazia, Bosnia, Olanda.

E  in Italia? L’associazione allevatori visoni sta per aprire un nuovo allevamento ad Antegnate, nel bergamasco.

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Per ora prevede la presenza di 250 fattrici che, con le nascite che dovrebbero arrivare a maggio, porterà il numero di animali a superare i 1.000 individui, che poi saranno uccisi entro dicembre.

Il sindaco ha sospeso la richiesta per “necessità di approfondimenti normativi, ma anche di carattere politico-sociale”. Ma è una sospensione temporanea.

Sono 70 milioni gli animali che vengono allevati ogni anno per la loro pelliccia. 15 milioni sono catturati con tagliole.

Visoni in gabbia
Visoni in gabbia

In Italia ci sono 16 allevamenti di visone e 1 di cincillà. La produzione annuale è stimata in 170.000 pelli di visone, mentre per i cincillà non si hanno stime.

Il numero di allevamenti è calato drasticamente dagli anni ’90, in cui circa 125 erano segnalati alla Camera di Commercio e la produzione era arrivata a

I motivi della chiusura sono stati molteplici: il crollo del settore pellicce a metà anni ‘90, le continue liberazioni degli animali da parte di attivisti e anche una nuova legge che ha imposto nel 2003 l’ampliamento delle gabbie, con spese che alcuni piccoli allevatori non potevano sostenere.

Secondo la legge 17/2007 a partire dal 1 gennaio 2008 gli allevamenti in Italia avrebbero dovuto diventare “a terra”, cioè senza gabbie e con pozze d’acqua per gli animali. Questo avrebbe reso anti-economico e impossibile allevare animali da pelliccia, portando di fatto alla chiusura di tutti gli allevamenti italiani.

Il Ministero della Salute ha però ribaltato gli effetti di questa legge:  una circolare del 18 gennaio 2008 riceveva favorevolmente i ricorsi degli allevatori e dava la possibilità di scegliere tra allevamento tradizionale in gabbia e quello a terra.

Nel 2007 AIAV, l’associazione italiana degli allevatori di visoni,  ha messo 20.000 euro di taglia per avere informazioni su chi in questi anni ha compiuto tantissime liberazioni di visoni dagli allevamenti italiani. Ovviamente senza ricavare alcuna informazione e senza alcuna diminuzione delle liberazioni.

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