#Grecia, l’avvelenamento dei cani

Il ministero greco dello Sviluppo rurale ha annunciato nei giorni scorsi alcuni emendamenti alla legge sulla protezione degli animali del 2012 al fine di prevenire gli abusi sugli animali e dare ai Comuni maggiori poteri per affrontare la piaga del randagismo che in Grecia è pesante.

Il ministero ha aggiunto che la nuova legge sarà discussa entro questo mese. Sembra che si voglia  inserire una tassa comunale sull’acquisto di animali domestici, rafforzare la registrazione di animali domestici e randagi, istituire un’agenzia che garantisca che eventuali fondi statali per gli  animali vengano utilizzati davvero per la loro protezione.

Già oggi le cure per gli animali hanno l’Iva al 24%. Il veterinario di Vanda, l’ortopedico Vlakalapoulos, quando può sostiene i volontari delle associazioni animaliste che gli portano randagi in pessime condizioni. “Come potrei fare altrimenti? Questa gente porta a curare cani e gatti randagi che dovrebbero essere di competenza delle istituzioni e dopo ci paga anche una tassa di tasca propria”.

Il pastore tedesco che vive in spiaggia a Kavouri
Il pastore tedesco che vive in spiaggia a Kavouri

In base alla nuova legge, ma dovrebbe essere così anche oggi, i Comuni sono i responsabili della gestione dei randagi e ogni Comune potrà decidere come fare.

Secondo i dati del ministero, in Grecia ci sono circa 200.000 animali domestici registrati e 20.000 randagi. Ma le associazioni parlano di almeno un milione di animali randagi, fra cani e gatti. La maggior parte non sterilizzata. La maggior parte abbandonata a sé stessa. La maggior parte uccisa come è successo nei giorni scorsi a Sciacca in Sicilia.

Secondo le associazioni, l’avvelenamento di cani e gatti è diffuso in tutta la Grecia ed avviene regolarmente. Sempre le stesse persone spargono bocconi avvelenati di notte e alla mattina dopo i corpi delle loro vittime vengono raccolti dagli spazzini e fatti sparire.

Questo è stato un incontro molto doloroso
Questo è stato un incontro molto doloroso

L’avvelenamento è quasi accettato qui in Grecia. Un male necessario per fare pulizia dei troppi cani e gatti che girano per le strade e che vengono mal tollerati da una parte della popolazione.

Come è successo a Sciacca, l’avvelenamento di massa è la forma barbarica utilizzata per il controllo della popolazione. Come a Sciacca, e come scrive l’etologo Roberto Marchesini, siamo di fronte a una incompetenza istituzionale legata a doppio filo con l’esercizio della violenza senza controllo contro gli animali: non si parla di canili sanitari, non si parla di sterilizzazioni a tappeto, non si parla di istituzionalizzare i servizi di cattura tramite personale e mezzi di trasporto appositi. Istituzioni strategicamente inesistenti da una parte e, dall’altra, anche troppo presenti con la loro ignoranza e incompetenza a scendere a patti con le lobby della distruzione, dato che distruggere è il verbo preferito da questa cultura, hanno coltivato l’odio nei confronti di animali e ambiente e, a quanto sembra, senza mai nemmeno il minimo dubbio che si tratti di una politica suicida per l’uomo”. 

In Grecia, come nel sud d’Italia ma anche nella campagne del nord, la sterilizzazione  viene vista come un intervento negativo nella natura propria dell’animale. La pensano così anche molti proprietari di animali domestici. Quegli stessi che poi rifiutano di assumersi la responsabilità dei cuccioli dei propri cani e gatti, i quali vengono regolarmente abbandonati lungo le strade, nei parchi o nei contenitori per i rifiuti.

Un randagio "censito" ad Atene
Un randagio “censito” ad Atene

Scruffy, un bel cane grigio di media grandezza che abita di fronte a casa mia, è stato raccolto moribondo per la strada quando aveva due anni. Lui è uno dei pochi fortunati. Lui ce l’ha fatta. Anche se otto mesi fa un gruppo di randagi incattiviti dalla fame sono entrati nel suo giardino e gli hanno aperto la gola. Anche questa volta Scruffy è sopravvissuto al destino. E ogni giorno lo vedo passeggiare timido per la spiaggia con il suo umano (inglese).

La lunghezza media della vita di un animale randagio in Grecia è meno di 2 anni. Qui attorno a casa mia, nello spazio di un chilometro,  vivono tre branchi. Un bel pastore tedesco e una cagna rossa e grassa stazionano lungo la spiaggia. Due cani da pastore assieme a un mix pitbul e a un lupetto fanno gruppo alla sommità della strada. Un lupo bianco, un simil setter e un pastore nero, stanno vicino ai campi da tennis. Ogni tanto rincorrono le biciclette e le macchine. Quando piove si sistemano accoccolati sotto un albero. Quando c’è il sole, si distendono ai margini della strada. Mi sembrano tutti giovani eccetto la bella cagna rossa della spiaggia.

Mi chiedo cosa succederà quando inizierà la stagione estiva. Li ritroverò ancora lungo la mia strada?

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