#Grecia / Un magico incontro

Svegliarsi di buon’ora e guardare il mare non ha eguali.

Sentire il canto merli pronti alla primavera, le urla sgraziate e affamate dei gabbiani che planano sul mare, il suono silenzioso dei cormorani che si inabissano per lunghi minuti.

Una magia.

Così, me ne stavo incantata a guardare il mare quando, a poche decine di metri da casa, ho scorto qualcosa di scuro che affiorava.

In un primo momento ho pensato a una tartaruga o a un delfino. Il mare questa mattina era straordinariamente calmo e ogni increspatura saltava all’occhio.

Ma non ne ero sicura. La testolina emergeva dall’acqua e poi si inabissava di nuovo. Poi dopo qualche minuto ne vedo il corpo in tutta la sua lunghezza.

Un fremito. Forse, mi sono detta, è un sub a caccia di polpi la mattina presto.

Ho preso il binocolo. La scura creatura è riemersa. Senza dubbio…una foca. Qui, a un centinaio di metri dalla spiaggia di Kavouri e a pochi chilometri in linea d’aria dal cuore di Atene.

Ho navigato per anni nell’Egeo e non le ho mai incontrate le foche. Sono stata silenziosamente in pellegrinaggio ad Alonissos, nelle Sporadi, proprio nella speranza di incontrarne una. Niente da fare.

Ogni estate la stessa delusione. Mi mancava quella magica apparizione. Come quando ho visto emergere dall’acqua dell’Adriatico, sotto Pola, la figura di Adriana, la foca monaca che per alcune estati in Istria ha nuotato con i turisti e ha riposato sulle spiagge del Quarnero.

Poi Adriana è  stata trovata morta, forse vecchiaia, forse malattia, e di foche non ne ho più viste.

Oggi è arrivata lei. Un’emozione. Unica. Ho fatto il mio dovere e ho segnalato la sua presenza all’associazione che da sempre si occupa di foche:  Mom, che ha sede sia ad Alonisson che nel cuore di Atene.

La foca monaca mediterranea Monachus-Monachus resta tra le specie più rare e più a rischio del pianeta. Nel Golfo del Saronico, la pesca eccessiva, le costruzioni intensive sulla costa e la mancanza di cibo hanno distrutto spiagge incontaminate e tutti quei luoghi dove trovavano casa le foche.

Ma  negli ultimi anni, Mom ha raccolto circa 300 rapporti di osservazione della foca monaca proprio nel Golfo del Saronico e lungo le coste dell’Attica. Una ventina di queste foche erano giovanissime, erano bambine, forse neonate. Ciò fa pensare che la foca monaca non solo è tornata a vivere nel mare davanti ad Atene, ma che in queste acque potrebbe anche aver ritrovato i luoghi giusti per riprodursi.

Considerando che l’attività umana in queste acque è enorme (dalla pesca alla nautica da diporto), la sua presenza dimostra che la foca monaca mediterranea ha iniziato di nuovo a “fidarsi” delle persone. Sa, in qualche modo, di essere protetta e amata.

Speriamo sia davvero così.

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