Istria, il selfy con Adriana, foca monaca

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Mannaggia Adriana! Non hai proprio paura di nulla. Eccola qui la foca monaca più vista, studiata e amata dell’Adriatico.

Adriana in spiaggia (foto di Emmanuele Coppola)
Adriana in spiaggia (foto di Emanuele Coppola/CEMultimedia)

Ti avevo incontrato lo scorso maggio e ti ritrovo oggi sempre distesa su una spiaggia istriana, a due passi da Pola, mentre i turisti fanno il bagno, nuotano, prendono il sole, vanno in barca.

Senza alcuna paura. Come avevo già potuto notare in baia Saccorgiana.

Per di più mi raccontano che probabilmente sei diventata mamma a giugno.Che sei dimagrita e stanca come tutte le neo mamme. Che hai bisogno di calore e di sole. Per quello riposi fuori dall’acqua.

“In Istria”, racconta Emanuele Coppola del Gruppo Foca monaca Italia, “impazzano i selfy sulla spiaggia con la foca monaca: turisti in fila per vedere l’animale proprio come davanti alla Gioconda del Louvre, e rispettosi delle regole di tutela”.

foto di E.Coppola

Questa femmina adulta di questa rarissima specie del Mediterraneo continua a sorprendere studiosi e istriani.

Adriana ha progressivamente perduto la diffidenza verso gli esseri umani grazie al cordone di assoluto rispetto che è stato garantito dai volontari sin dal 2006, quando si registrarono in zona le prime osservazioni – spiega Coppola che da alcuni anni segue Adriana insieme alla biologa Jasna Antolovic, leader dell’omologo Gruppo croato che ha l’incarico ufficiale del Ministero dell’Ambiente Croato di studiare e tutelare le foche monache in Croazia.

 foca
Adriana senza paura (foto di Emanuele Coppola/CEMultimedia)

“Il fenomeno a cui stiamo assistendo – aggiunge – non è casuale e inatteso. Fin dallo scorso mese di marzo tutte le autorità locali sono state informate e coinvolte nel progetto di tutela della specie nel corso di una riunione di coordinamento che si è tenuta a Pola.

Durante il meeting, ospitato da Natura +Histrica (Ente governativo preposto alla gestione delle Aree Naturali Protette in Istria) si è preso atto che la foca avrebbe probabilmente frequentato le spiagge di Pola anche durante la stagione turistica.

Si è decisa allora la realizzazione di grandi cartelli informativi da installare in ciascuna delle spiagge che si trovano nel tratto di costa compreso tra Pola e la Riserva Naturale di Kamenjak, di formare un team di volontari incaricati di seguire a turno tutte le aree interessate, di realizzare uno spot informativo per le televisioni e di coinvolgere anche gli operatori turistici locali incaricati di creare aree di rispetto intorno all’animale sin dal suo primo avvicinamento alla spiaggia, mediante il classico nastro colorato.

“Questi avvenimenti chiariscono ancora una volta quanto le foche non siano affatto incompatibili con la presenza umana, una tesi che il nostro Gruppo Foca Monaca cerca di far comprendere ormai da molti anni – continua Coppola che sul mammifero sta ultimando un documentario – Le foche sono attive prevalentemente di notte, mentre durante le ore del giorno sono prevalentemente occupate a riposarsi dormendo profondamente in acqua, in grotte riparate o su spiagge aperte e ora perfino affollate di turisti.

La femmina in questione ha un motivo preciso per cui, in questo periodo, deve uscire dall’acqua e dormire possibilmente al sole. Infatti nello scorso mese di giugno ha subito un vistoso dimagrimento che l’ha resa ora del tutto sprovvista della coltre di grasso capace di proteggere questi animali dall’ipotermia.

Stiamo ancora analizzando tutti i dati in nostro possesso , ma esiste il forte sospetto che il dimagrimento repentino sia stato provocato del parto e dall’allattamento che potrebbe essere avvenuto nello scorso mese di giugno.

E’ un’ipotesi affascinante che sembra anche confermata dal fatto che proprio nei giorni scorsi dei turisti hanno più volte osservato, e in un caso anche fotografato, una piccola foca in un’area costiera della Dalmazia situata circa 200 chilometri a sud di Pola.

Questa situazione di assoluta tranquillità per gli animali, che si verifica ormai da anni in Croazia, speriamo si possa replicare anche sulle coste del Triveneto e che anche lì si adottino tutte le cautele necessarie già messe in atto dall’altra parte dell’Adriatico.”

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. paulinawar ha detto:

    Che tesoro! Abbiamo tanto da imparare da loro!

    "Mi piace"

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